Cassettone neoclassico di provenienza bergamasca
di Andrea Bardelli
Di mobile neoclassico intarsiato bergamasco non si era mai sentito parlare fino alla comparsa sul mercato anglosassone di un cassettone che l’antiquario proponeva come “a good marquetry commode from Bergamo Italy c.1785” [Figura 1].

Figura 1. Cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia (Bergamo) (?), mercato antiquario.
Mi sono rivolto alla fonte per verificare quali elementi avesse l’antiquario per sostenere quanto sopra e, più precisamente, se intendeva che il mobile fosse stato prodotto a Bergamo o se la provenienza indicata si riferisse semplicemente al luogo in cui lo stesso era stato acquistato (nota 1).
Il dealer Geoffrey Stead mi ha cortesemente risposto come segue “I purchased the commode from a dealer at the Parma antique fair who told me it was from Bergamo, his home town, and was typically from that area”, ossia che il cassettone era stato acquistato a Parma, presumibilmente a Mercanteinfiera, da un commerciante bergamasco che lo definiva “tipico della sua zona”.
Ho subito condotto una ricerca presso alcuni antiquari esperti, bergamaschi e non, ma nessuno era disposto a classificare quel mobile come bergamasco.
Per contro, una serie di cassettoni con lo spigolo “sgusciato” come quello in esame erano stati in precedenza studiati e assegnati a un ambito territoriale “tra Piemonte orientale e Lombardia occidentale con tratti sia piemontesi, sia lombardi (sia liguri), combinati in forme ibride”, evidenziandone le influenze francesi, ribadite anche dagli antiquari interpellati (nota 2).
Con Bergamo, sembra che non vi sia alcuna attinenza.
Eppure, vi sono due elementi che possono collegare a Bergamo il nostro cassettone.
Il primo emerge dal nostro archivio dai cui è spuntato un cassettone del tutto simile a quello in esame, sfuggito in occasione della redazione dell’articolo citato alla nota 2, proposto in un’asta di Finarte tenutasi nel lontano febbraio 1987 presso villa Le Crocette a Mozzo, comune in provincia di Bergamo [Figura 2].

Figura 2. Cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia (Bergamo) (?), Finarte 28 febbraio 1987 n. 309.
È assai probabile che il cassettone di Figura 2 facesse parte degli arredi della dimora, nota anche come Villa Lochis alle Crocette per essere stata la casa di famiglia di Guglielmo Lochis (1789-1859), eminente uomo politico, ma anche collezionista d’arte.
I due cassettoni sono strettamente paragonabili, non solo per la sgusciatura dello spigolo, ma anche per il primo cassetto decorato con un motivo floreale su fondo chiaro, per il disegno della fronte e per la mensolina di raccordo tra il piede e la fascia di base, al punto da ritenere che siano usciti dalla stessa bottega, certamente dallo stesso contesto.
Il secondo elemento attinge ai cassettoni bergamaschi seicenteschi che costituiscono, come altre volte evidenziato, la cifra più significativa dell’ebanisteria bergamasca.
Si veda il seguente cassettone che, oltre ad essere tipicamente bergamasco, non costituisce un caso isolato [Figura 3, nota 3].

Figura 3. Cassettone intagliato e intarsiato, Bergamo, fine XVII secolo, mercato antiquario.
Il tipo di intarsio su fondo chiaro è del tutto simile a quello del cassettone di Figura 1 come è possibile apprezzare dal confronto [Figure 1a e 3a].

Figura 1a. Particolare dell’intarsio sul primo cassetto del cassettone di Figura 1.

Figura 3a. Particolare dell’intarsio su un cassetto del cassettone di Figura 3.
Nonostante il disegno sia sostanzialmente diverso, le assonanze sul piano formale ed esecutivo mi sembrano evidenti.
Vi è un altro dettaglio decorativo nel cassettone di Figura 1 che induce a qualche ulteriore riflessione, aprendo un campo di indagine del tutto inedita e dai risvolti, per certi versi, sconcertanti: il rosone al centro della fronte, equamente ripartito tra i due casetti più grandi [Figura 1b].

Figura 1b. Particolare del rosone al centro della fronte del cassettone di Figura 1.
Questo rosone presenta notevoli affinità, compreso il campo “rossastro” all’interno del quale è posizionato, con quello che riscontriamo sulla fronte di un cassettone passato in asta da Wannenes nel 2023 [Figure 4 e 4a].

Figura 4. Cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia, Wannenens 26 settembre 2023 n. 149.

Figura 4a. Particolare del rosone al centro della fronte del cassettone di Figura 4.
Si noti un altro particolare: la mensolina che raccorda la gamba alla fascia di base nel cassettone di Figura 4 è praticamente identica a quella dei cassettoni di cui alle Figure 1 e 2 [Figura 1c e 4b].

Figura 4b. Particolare della mensolina nel cassettone di Figura 4.

Figura 1c. Particolare della mensolina nel cassettone di Figura 1.
Il cassettone di Figura 4 rientra in una tipologia tutt’ora in fase di studio, i cui contorni non sono ancora stati definiti. Speriamo presto di pubblicare i risultati, ma possiamo anticipare che si dibatte tra una provenienza dalla Lombardia sudoccidentale ovvero dai territori a nord di Milano, al punto che gli esemplari selezionati sono stati raccolti sotto la dicitura, quanto mai ambigua, di “mobili neoclassici da collocare tra Alto e Basso Milanese”. Una situazione simile si era già presentato a proposito di certi mobili, tra loro simili, che per diversi motivi si potevano ritenere provenienti dalla Bassa lombardo-emiliana, come pure dalla Brianza, segnatamente da Meda (MB) (nota 4).
Tornando al cassettone da cui siamo partiti, si accavallano le ipotesi più contrastanti che si cimentano nel conciliare una provenienza bergamasca, con una provenienza dalla Lombardia sudoccidentale (possibilmente compatibile con la tipologia a spigolo “sgusciato”) e, ancora, con una provenienza brianzola.
In attesa di sbrogliare la matassa, riportiamo quella che è poco più di una suggestione: Villa Lochis alle Crocette – da cui proviene il cassettone di Figura 2 – si trova sulla Strada Briantea, un’antica via di comunicazione tra Bergamo e la Brianza …
NOTE
[1]
È stata finora convinzione diffusa che si potessero identificare come bergamaschi alcune tipologie di mobili, oltremodo caratteristici, prodotti non oltre i primi decenni del XVIII secolo.
Alcuni tentativi di rompere questo “luogo comune” sono stati fatti con la pubblicazione dell’articolo Cassettone barocchetto bergamasco (dicembre 2024) [Leggi] e del precedente Trumò intarsiato del Settecento attribuibile a bottega bergamasca (Caniana?) (ottobre 2019), ivi richiamato insieme all’articolo Il canterano bergamasco che descrive la tipologia seicentesca ritenuta tipica.
[2] Si rimanda all’articolo Cassettoni piemontesi (?) con lo spigolo “sgusciato” (marzo 2024) [Leggi ].
[3] A dimostrazione che non si tratta di un unicum, mostriamo una coppia di canterani bergamaschi che sfoggiano lo stesso tipo di decoro intarsiato [Figura A e B].

Figura A. Cassettone intagliato e intarsiato, Bergamo, fine XVII secolo, Finarte maggio 1996 n. 308.

Figura B. Cassettone intagliato e intarsiato, Bergamo, fine XVII secolo, mercato antiquario.
[4] Si rimanda all’articolo Piacenza, Cremona o … Meda. Parte I (marzo 2017) [Leggi ].
Ringrazio Geoffrey Stead, Mauro Beltrametti, Enrico Sala, Michele Rodeschini e Ivano Pasetti per il loro contributo.
Febbraio 2026
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