Mobili neoclassici lombardi, originali ritardatari e in stile

di Andrea Bardelli

Questo articolo si propone di affrontare con la dovuta prudenza, il tema dei mobili neoclassici prodotti in un’epoca decisamente ritardataria rispetto a quella che vorrebbero rappresentare (XVIII-XIX), collocandosi quindi tra una fase avanzata del XIX e i primi decenni del XX, per poi prolungarsi lungo tutto il Novecento fino ai nostri giorni.
Terreno questo sdrucciolevole che non mancherà di sollevare alcune polemiche. Si tratta comunque di una teoria di approccio al mobile neoclassico che dovrà essere verificata rigorosamente caso per caso con altri strumenti, primo fra tutti l’analisi tecnico-costruttiva.
D’ora in poi, convenzionalmente, parleremo di mobili “in stile” anche se andrebbero distinti gli esemplari “ritardatari”, prodotti dalla metà del XIX secolo in poi, da quelli “in stile in senso stretto”, ossia d’imitazione, prodotti dalla fine del XIX in avanti.
L’argomento è stato già trattato i due precedenti occasioni; la prima volta a proposito di un secretaire neoclassico, risultato eseguito tra Otto e Novecento da un artefice che si firma Salvatore Lioni (nota 1) e la seconda trattando un gruppo di mobili riconducibili alla bottega di Ferdinando Dardanone (nota 2), sostenendo che la compresenza di particolari decorativi provenienti da “botteghe” diverse, ancor prima dell’analisi tecnico-costruttiva di cui si diceva prima, poteva indicare la presenza di mobili ritardatari o in stile (nota 3).
Ne abbiamo conferma ogniqualvolta ci troviamo in presenza di mobili dichiaratamente in stile come quelli realizzati ancora oggi dal maestro Santi del Sere con il quale ci siamo confrontati, apprendendo come il disegno venga ripreso da mobili publicati su cataloghi di antiquariato oppure visti in gallerie antiquarie. In una sua creazione [Figura 1] troviamo un medaglione sulla fronte che è tipico della bottega di Giovanni Battista Maroni (GBM) (nota 4), mentre il restante repertorio decorativo si rifà alla cosiddetta “Bottega degli angeli”, associata alla Bottega di cui molti esemplari recano l’etichetta di Ferdinando Dardanone (nota 5).

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Figura 1. Cassettone in stile neoclassico lombardo realizzato dal maestro ebanista Santi del Sere, Anghiari (Ar).

Seppure con beneficio di inventario, dobbiamo guardare se non con sospetto, almeno con circospezione, un cassettone passato in asta da Boetto nel 2003 [Figura 2].

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Figura 2. Cassettone neoclassico lombardo (in stile?), Boetto marzo 2003 n. 273.

Il medaglione centrale, che troviamo anche nel mobile di Figura 1, è tipico di GBM, come già evidenziato, ma la maggior parte degli altri particolari decorativi non trovano riscontrano in alcun esemplare riconducibile all’ambito della famiglia Maroni (vedi ancora nota 4).
Per contro, il decoro ai lati del primo cassetto è del tutto simile a quello di un cassettone facente parte di un corpus recentemente attribuito a Gaspare Bassani (nota 6); simile è anche il decoro sulla fronte dei cassetti sotto il piano [Figura 3, 2a e 3a].

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Figura 3. Cassettone neoclassico lombardo, Cambi 12 marzo 2014 n. 80.

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Figura 2a. Particolare del cassettone di Figura 2.

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Figura 3a. Particolare del cassettone di Figura 3.

Considerazioni del tutto analoghe possono essere svolte a proposito di un cassettone passato in asta presso Sant’Agostino nel 2014 [Figura 4].

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Figura 4. Cassettone neoclassico lombardo (in stile?), Sant’Agostino dicembre 2014 n. 633.

Confrontandolo con il cassettone di Figura 2, si può notare che esso porta lo stesso medaglione centrale (riferimento ai Maroni) e la stessa lesena (riferimento a Dardanone), mentre il decoro sul primo cassetto, due draghi affrontati, pur citando GBM, non è riscontrabile nella sua produzione caratteristica. Lo stesso dicasi per il decoro ai lati del cassetto medesimo, per non parlare dei piedi affusolati, inusuali nella produzione neoclassica lombarda.
Che non si tratti di mobili di epoca neoclassica appare probabile se non certo. Che poi siano da considerare ritardatari o “in stile” ce lo può dire solo l’analisi tecnico-costruttiva anche se con qualche margine di incertezza, non essendo facile distinguere tra prodotti comunque artigianali realizzati nel 1890 o nel 1920.

Procediamo con un cassettone che possiede tutte le caratteristiche decorative per rientrare, a prima vista, nell’ambito della produzione “allargata” della bottega Maroni (vedi ancora nota 4), ad eccezione delle lesene che non presentano alcun riscontro negli esemplari noti [Figura 5].

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Figura 5. Cassettone in stile neoclassico lombardo, Colasanti 25-26 giugno 2019 n. 107.

Al di là del fatto che il mobile viene correttamente presentato in asta da Colasanti come prodotto “in stile”, sarebbe stato sufficiente un particolare come una lesena incoerente per far insorgere il sospetto che non si tratti di un mobile di fine Settecento?
Si direbbe proprio di sì.
Ne abbiamo conferma, approfondendo la questione, facendo notare un altro particolare decorativo e un particolare tecnico-costruttivo.
Accostiamo l’immagine del fianco del mobile di Figura 5 a quella di un altro mobile dichiarato “in stile” (che qui non mostriamo per intero), passato in asta presso Gelardini nel 2023 [Figura 6].

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Figura 5a. Particolare del cassettone di Figura 5.

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Figura 6. Particolare di un cassettone in stile neoclassico lombardo, Gelardini luglio-settembre 2023 n. 1.

Come si può notare dal confronto, i medaglioni sul fianco sono di un gusto “ottocentesco” che non trova riscontro negli originali neoclassici. Inoltre, il tipo di costruzione dei cassetti con code di rondine fitte e precise (qui dimostrabile solo per uno dei due) conferma quanto sopra intuito, ossia che si tratti di esemplari “in stile”, prodotti presumibilmente dalla stessa bottega dalla fine dell’Ottocento in poi.

Prendiamo ancora un cassettone proposto sul mercato antiquario statunitense come antico [Figura 7].

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Figura 7. Cassettone neoclassico lombardo (in stile?), marcato antiquario statunitense (fonte 1stdibs).

Mentre il decoro del primo cassetto e quello collocato ai suoi lati è tipico della cosiddetta “Bottega dell’anforetta”, rientrante nell’ambito Maroni (vedi ancora nota 4), il medaglione al centro della fronte è uguale a quello sul piano di un cassettone associato a una “bottega” denominata “medaglioni perline e vasetti” [Figura 8, nota 7], solo di recente ricondotta all’ambito di Giovanni Maffezzoli (nota 8).

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Figura 8. Cassettone neoclassico lombardo, marcato antiquario.

Il confronto tra i due medaglioni in questione non consente, da semplici immagini fotografiche, di trarre conclusioni decisive circa l’epoca di realizzazione dei due mobili [Figure 7a e 8a].

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Figura 7a. Particolare del cassettone di Figura 7.

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Figura 8a. Particolare del cassettone di Figura 8.

Tuttavia, i “prestiti” da diversi ambiti e il decoro della lesena che non trova alcuna corrispondenza in quelle di alcun esemplare noto – quindi da ritenersi “di fantasia” – depongono a favore dell’ipotesi che il cassettone di Figura 7 sia in stile, ossia prodotto in epoca imprecisabile (fine XIX secolo) a imitazione degli originali di circa un secolo prima.

Con riferimento alla stessa “Bottega medaglioni, perline e vasetti”, come giudicare un cassettone da poco passato in asta da Wannenes con una datazione al XVIII-XIX secolo [Figura 9]?

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Figura 9. Cassettone neoclassico lombardo (in stile?), Wannenes 24 marzo 2026 n. 39.

A destare qualche sospetto, in questo caso, è un particolare apparentemente insignificante: il decoro a foglioline che si rincorrono che scontorna i due cassetti più grandi, predominante nella cosiddetta “Bottega delle cornucopie” associata alla bottega dei Maroni (vedi ancora nota 4), ma del tutto inconsueto (stando alla maggior parte degli esemplari classificati) nella “Bottega medaglioni, perline e vasetti” (ambito Maffezzoli) a cui pretenderebbe di appartenere.
Basta questo dettaglio per far scivolare la datazione da XVIII-XIX al tardo XIX secolo?
Potrebbe magari trattarsi non di un mobile in stile, bensì di un mobile ritardatario ossia costruito, ad esempio, a metà Ottocento quando talune convenzioni – da intendersi come moduli tipici di una bottega – potrebbero essere “saltate”.
Per quanto non decisivo, proponiamo il confronto con un cassettone dichiaratamente datato alla metà del XX secolo che, almeno formalmente, rispetta le convenzioni decorative degli originali [Figure 10, 10a e 9a].

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Figura 10. Cassettone in stile neoclassico lombardo, mercato antiquario (fonte Proantic).

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Figura 10a. Particolare del cassettone di Figura 10.

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Figura 9a. Particolare del cassettone di Figura 9.

Seppure con i limiti già evidenziati, derivanti dal ragionare su immagini fotografiche, il particolare di Figura 9a sembra effettivamente realizzato con una cura maggiore rispetto a quello di Figura 10a che risulta più “piatto”, ma non al punto da scongiurare l’eventualità che anche il mobile di Figura 9 sia “in stile”.

Veniamo ora a due casi per i quali il terreno non è solo sdrucciolevole, ma minato.
Cerchiamo di farlo con l’ormai consueta prudenza ribadendo che il criterio qui adottato non produce sentenze definitive, ma solo la raccomandazione di un più attento esame del mobile, al fine di scongiurare sorprese, soprattutto in caso di acquisti on line.
Il primo caso è rappresentato da un cassettone proposto sul mercato antiquario come “importante cassettone” della fine del XVIII secolo, addirittura attribuito alla bottega di Maggiolini [Figura 11].

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Figura 11. Cassettone neoclassico lombardo (in stile?), mercato antiquario (fonte AnticoAntico).

Il cassettone ha lesene molto simili a quelle che si riscontrano in alcuni esemplari di una “bottega” rientrante nell’ambito Maroni [Figura 12].

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Figura 12. Cassettone neoclassico lombardo, mercato antiquario (fonte AnticoAntico).

Allo stesso ambito, con particolare riferimento alla più tipica produzione di GBM, rimandano, sotto forma di improbabile citazione, i due grifoni che si affrontano al centro del primo cassetto [Figure 11a e 13].

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Figura 11a. Particolare del cassettone di Figura 11.

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Figura 13. Particolare di una console attribuibile a GBM, Bolaffi 15.4.2026 n. 601.

Per contro, il decoro al cento della fronte richiama quello di alcuni esemplari la cui collocazione all’interno di una specifica bottega non è stata ancora definita compitamente, ma che poco o nulla hanno a che vedere con i Maroni [Figura 14, nota 9].

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Figura 14. Cassettone neoclassico lombardo, mercato antiquario (fonte AnticoAntico).

Anche il cassettone di Figura 11, quindi, mescola particolari decorativi caratteristici di diverse botteghe, accreditando l’ipotesi qui formulata che si tratti di un mobile in stile.

Il secondo caso, con cui concludiamo, coinvolge un cassettone definito un po’ ambiguamente “nello stile” di Maggiolini, ma comunque datato al XVIII secolo [Figura 15].

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Figura 15. Cassettone neoclassico lombardo, XIX secolo, mercato antiquario francese (fonte Antikeo).

Anche qui si verificano alcune “stonature”. Il decoro del primo cassetto lo avvicina ai mobili collocabili nell’ambito Maroni – similmente a quanto osservato in relazione al cassettone di Figura 7 – mentre, per quanto riguarda il decoro ai lati del medaglione centrale, si rimanda alle considerazioni svolte a proposito del cassettone di Figura 11. Lo stesso medaglione centrale, raffigurante una contadinella, non trova riscontro nelle raffigurazioni ricorrenti sui mobili neoclassici lombardi, così come altri elementi decorativi quali il decoro della lesena (compreso quello ai lati del primo casetto e sul piede).
Tutto sembra condurre alla sua identificazione, su base teorica, come mobile “in stile”.
In questo caso, però, possiamo contare su alcuni rilevanti argomenti di supporto.
Se la chiodatura delle sponde dei cassetti con chiodi a “T” di tipo settecentesco [Figura 15a] potrebbe indure a datare il mobile alla fine del XVIII secolo, la costruzione dello schienale – realizzato con assi piuttosto sottili, smussate ai bordi e inserite in una fresatura praticata nel montante delle gambe posteriori [Figura 15b] – è tipicamente ottocentesca.

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Figure 15a. Particolare del cassettone di Figura 15.

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Figure 15b. Particolare del cassettone di Figura 15.

Vi è però un elemento decorativo che risulta decisivo ai fini della datazione del cassettone: il medaglione al centro del piano [Figura 15c] rappresenta Amore e Psiche, trasposizione di una celebre scultura eseguita da Giovanni Maria Benzoni (1809-1874) nel 1845 [Figura 16, nota 10], che si identifica quindi come data post quem.

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Figure 15c. Particolare del cassettone di Figura 15.

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Figura 16. Giovanni Maria Benzoni, Amore e Psiche, 1845, marmo, altezza cm. 163, Milano, Galleria d’Arte Moderna.

In un caso come questo, non solo è possibile escludere che il cassettone non sia stato realizzato in epoca neoclassica, ma anche specificare che – nell’ambito dei cosiddetti mobili “in stile” – esso si colloca nella seconda metà del XIX secolo, quindi nel novero di quelli che sarebbe più corretto identificare come “ritardatari” nel senso sopra definito.

NOTE

[1] Vedi Un secretaire neoclassico lombardo firmato Salvatore Lioni (agosto 2025) [Leggi].

[2] Vedi all’articolo Considerazione su alcuni mobili neoclassici lombardi (giugno 2026) [Leggi].

[3] Non vengono qui presi in considerazione mobili ritardatori o in stile che rappresentano copie pedisseque degli originali rispettandone esattamente i canoni decorativi. In questo caso, l’analisi tecnico-costruttiva costituisce l’unico strumento diagnostico. Si veda il confronto tra un originale della fine del XVIII secolo [Figura A] e un mobile in stile [Figura B].

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Figura A. Cassettone neoclassico lombardo, Cambi maggio 2008 n. 616.

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Figura B. Cassettone in stile neoclassico lombardo, mercato antiquario (fonte Intondo).

[4] Su GBM si rimanda all’articolo più recente: Mobile lombardo neoclassico: ampliamento del catalogo della “Bottega Maroni” (novembre 2025) [Leggi] per poi, da qui, risalire ai numerosi precedenti e, in particolare all’articolo L’ebanista milanese che si sigla GBM [Leggi ], ivi Figure 1, 2 e 2bis.

[5] Vedi Cassettoni neoclassici lombardi con “angeli” (ottobre 2022) [Leggi], ivi, in particolare, nota 4.

[6] Vedi Indizi relativi all’attribuzione di un corpus di mobili a Gaspare Bassani (luglio 2023) [Leggi].

[7] Vedi Mobili neoclassici lombardi con decoro a medaglioni perline e vasetti (febbraio 2020) [Leggi ].

[8] Vedi Allargamento dell’ambito Maffezzoli alla bottega “fauni, ninfe e grifoni” e altre (magio 2026) [Leggi].

[9] Questo stesso cassettone era stato pubblicato in un articolo del luglio 2021 in cui veniva associato, insieme ad altri, a un tavolo firmato dai fratelli Cassina [Leggi], ivi Figura 1. Queste attribuzioni sono in corso di revisione; in proposito, si rimanda all’articolo Riconsiderando un gruppo di mobili neoclassici lombardi (gennaio 2026) [Leggi].

[10] Su Giovanni Maria Benzoni si rimanda, in questo sito, agli articoli: Un inedito busto di Cristo di G. M. Benzoni in Canada (giugno 2009) [Leggi] e L’eredità romana di Daniel O’Connell (giugno 2009) [Leggi].

Settembre 2026

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