Giovanni Franchi e le riproduzioni in avorio fittile

dalla Redazione di Antiqua

Questo approfondimento trae la sua origine da una serie di placche raffiguranti scene di vario genere, che compaiono talvolta sul mercato come manufatti in “avorio”.
Mostriamo una coppia di placche passate in asta nel 2019 presso David Duggleby, correttamente definite rilievi “moulded”, che in questo caso si può tradurre come eseguiti a stampo. Esse raffigurano, rispettivamente Rebecca al pozzo e Ruth e il grano straniero (nota 1) e si dichiara che sono tratte da Pierre Alexandre Schoenewerk (1820-1885) [Figure 1 e 2, nota 2].

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Figura 1. Rebecca al pozzo (da Schoenewerk), avorio fittile, diametro cm. 24, David Duggleby 13.9.2019 n. 2162.

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Figura 1. Ruth e il grano straniero (da Schoenewerk), avorio fittile, diametro cm. 24, David Duggleby 13.9.2019 n. 2162.

Sul retro della placca di Rebecca al pozzo compare l’etichetta della ditta J. Pratt & Son, un commerciante di Derby specializzato in forniture per artisti, e due cartigli [Figura 3].

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Figura 3. Retro della cornice contenente la placca di Figura 1.

Il primo, più antico, contiene alcune note biografiche su Schoenewerk, più o meno le stesse di cui alla nota 2. È interessante la frase finale in cui si ipotizza che la placca sia stata realizzata in limestone, una pietra calcarea composta principalmente da carbonato di calcio, destinata a vari impieghi in campo edilizio ma, eccezionalmente, anche nella produzione di manufatti artistici. Come vedremo tra breve, tuttavia, il materiale impiegato nella produzione delle placche in esame è un altro.
La seconda scritta in stampatello, più laconica e decisamente moderna, riporta il titolo e indica Schoenewerk come “artista tedesco attivo prevalentemente in Francia” (nota 3).
La stessa placca raffigurante Rebecca – riconoscibile come tale per l’identico retro dal quale è stata eliminata solo l’etichetta in alto a destra – è stata in seguito proposta da Scottish Antique, specializzato nel trading on line di oggetti d’arte. Nella presentazione si scrive: “Questo rilievo è una copia dell’originale e un calco in avorio fittile, una sorta di stucco (malta), possibilmente di Giovanni Franchi (1811-1874)” (This relief is a copy of the original and is cast in ‘fictile’ ivory, a kind of plaster, possibly by Giovanni Franchi …).
Per avorio fittile si intende un calco in gesso di Parigi di oggetti scolpiti nell’avorio (nota 4). A sua volta, il gesso di Parigi è costituito da polvere bianca di solfato di calcio emiidrato; il nome deriva dal fatto che veniva inizialmente prodotto riscaldando il gesso che si trovava principalmente a Parigi (nota 5).
Per quanto riguarda Giovanni Franchi, troviamo il suo nome sul retro di due placche con gli stessi soggetti di Rebecca e Ruth, proposte su Anticswiss e oggi non più in rete [Figura 4].

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Figura 4. Retro di una delle due placche, diametro cm. 21, fonte Anticswiss n. di rif. 09854.

Le due placche erano corredate da un testo piuttosto ricco e articolato contenente numerose delle informazioni già viste a proposito di Alexandre Schoenewerk, la cui firma compare per esteso su una delle due. Di Giovanni Ferdinando Franchi (1811-1874), di chiara origine italiana, e del figlio inglese Giovanni Antonio si scrive che i due si erano specializzati nella produzione di calchi in gesso di manufatti in avorio per poi dedicarsi alla produzione di elettrotipi (nota 6). Il testo si concludeva segnalando che la loro attività fu venduta alla Elkington & Co.
Notizie su questa ditta si ricavano dalla scheda di un catalogo del 1853, in vendita presso la libreria Michael S. Kemp di Sheerness nel Kent, Regno Unito, così definito: “Un catalogo raro, e probabilmente uno dei primi a trattare l’avorio fittile, un metodo recentemente inventato per approssimare l’aspetto dell’avorio utilizzando ‘gesso di Parigi, con silice e altre materie capaci di essere modellate nelle forme più delicate e belle, e che con una buona manipolazione, viene fatto assumere l’aspetto dell’avorio in modo così esatto’ . È stato utilizzato per riprodurre le forme originali dell’avorio in un mezzo più economico. Charles Elkington sembra essere stato uno dei pionieri del metodo” (nota 7).
Sul frontespizio del catalogo, definito Cabinet Museum of economic sculptures (raccolta museale di sculture economiche), Charles Elkington appare come Electro Metallurgical Artist and Fine Art Manufacturer (artista “elettro-metallurgico – vedi ancora nota 6 – e artefice di belle arti).
Nell’immagine si vede una pagina del catalogo in cui compaiono diverse placche del tipo di quelle in esame, sebbene di diverso soggetto [Figura 5].

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Figura 5. Pagina del catalogo Elkington, Londra 1853.

Alla stessa serie appartiene una placca raffigurante un altro soggetto biblico: Agar confortata da un angelo [Figura 6, nota 8], offerta su Catawiki come opera di Pierre Alexandre Schoenewerk – in quanto firmata sul bordo [Figura 6bis] – che è invece da considerare anch’essa realizzata presumibilmente dai Franchi (nota 9).

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Figura 6. Agar confortata da un angelo (da Schoenewerk), avorio fittile, fonte Catawiki n. 3361817.

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Figura 6bis. Firma Schoenewerk incussa nella placca di Figura 6.

A rompere l’egemonia dei soggetti biblici, segnaliamo una placca raffigurante una Madonna con Bambino e san Giovannino, in asta da Leo Spik a Berlino nel 2019 con una generica attribuzione a Schoenwerk, ma che dovrebbe far parte della serie [Figura 7].

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Figura 7. Madonna con Bambino e san Giovannino (da Schoenwerk), avorio fittile, Leo Spik 27.6.2019 n. 339.

NOTE

[1] L’episodio di Rebecca è narrato nel capitolo 24 di Genesi e riferisce dell’incontro di Rebecca al pozzo con Eliezer, il servo inviato da Abramo alla ricerca di una moglie per il figlio Isacco. L’episodio di Ruth è invece contenuto nel Libro di Ruth e narra di quando la donna incontra il proprietario terriero Boaz – che poi la sposerà – mentre spigola il grando in un campo per sfamare sé stessa e la suocera Noemi. Il grano viene definito “straniero” per Ruth che era moabita.

 [2] Pierre Alexandre Schoenewerk, scultore (Parigi, 18.2.1820-22.7.1855). Allievo dello scultore e medaglista David d’Angers, (1788-1856). Più volte premiato nel Salone di Parigi e nominato cavaliere nel Legion d’Onore nel 1873, Schoenewerk morì suicida nel 1885 per l’insuccesso al Salone della sua Salomè (Vedi).

[3] Prima scritta:
“Cast from the original sculpture by Alexandre Schoenewerk.
Born Paris 1820.
Committed suicide 1855 after his sculpure for the Paris Salon was a failure.
Pupil of David d’Angers.
Started career Paris Salon 1842.
Very popular artist. Patronised by Princess Matilde count of …?
Information from Bham Gallery.
Probably made from limestone.
Nota: verosimilmente, la Matilde citata è Matilde Bonaparte (1820-1902), figlia di Gerolamo, fratello di Napoleone. Non è stato possibile acquisire alcuna informazione sulla Bham (?) Gallery.
Seconda scritta:
“REBECCA AT THE WELL”
ARTIST SCHOENEWERK
19TH CENTURY GERMAN SCULPOR
WORKING MAINLY IN FRANCE

[4] “Before you go rushing off to find a dictionary, I beat you to it: Fictile means ‘capable of being moulded’ or ‘of or pertaining to a potter’. So, fictile ivories are plaster of Paris casts of objects carved from ivory” (Prima che tu vada a cercare un dizionario, ti anticipo: “fittile” significa “capace di essere modellato” o “di o pertinente a un vasaio”. Quindi, gli avori fittili sono calchi in gesso di Parigi di oggetti scolpiti nell’avorio). La definizione è di Elinor Langtry dell’University di Sydney, a proposito della collezione del Powerhouse Museum, noto anche come Museum of Applied Arts & Sciences (MAAS), un complesso di 4 musei di Sydney, di proprietà del Governo del Nuovo Galles del Sud.

[5] Vedi la voce “Plaster” in Wikipedia [Vedi].

[6] Un elettrotipo è la copia di una oggetto, ad esempio una moneta, realizzata con un processo simile alla galvanoplastica (processo elettrochimico che consiste nel depositare uno strato di metallo su un oggetto tramite l’elettrolisi).

[7] A rare catalogue, and probably one of the first to cover fictile ivory, a recently invented method of approximating the look of ivory using “Plaster of Paris, with Silica, and other matters capable of being moulded into the most delicate and beautiful forms, and which by nice manipulation, is made to take the appearance of ivory so exactly.” It was used to reproduce original ivory forms in a more affordable medium. Charles Elkington appears to have been one of the pioneers of the method”.

[8] L’episodio è narrato nel capitolo 21 di Genesi: Agar e Ismaele, figlio suo e di Abramo vengono cacciati nel deserto su richiesta di Sara, moglie di Abramo e rischiano di morire di sete quando appare un angelo che le indica un pozzo dove potersi abbeverare.

[9] Da quanto precede si nota un’insanabile contraddizione tra la data 1853 del catalogo Elkington, considerato un pioniere dell’avorio fittile e il 1855 in cui Giovanni Franchi – che avrebbe dovuto aver ceduto l’attività allo stesso Elkington – firma la placca di cui alla Figura 4.


Febbraio 2026

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