I Cattaneo, ebanisti milanesi dell’Ottocento

di Nicoletta Serio e Andrea Bardelli

In un’asta di Finarte del 2007 è stata presentata una coppia di poltrone intarsiate “alla certosina” che la didascalia in catalogo specificava recare la firma “Cattaneo P.” [Figura 1].

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Figura 1. Cattaneo P., coppia di poltrone intarsiate alla certosina, Milano, XIX secolo, Finarte 19-20.3.2007 n. 286.

Le uniche notizie riferibili a un artefice del legno il cui nome inizia per “P” sono state raccolte relativamente a Pietro Cattaneo, il quale compare nella Guida di Milano del 1855 come mercante di mobili all’indirizzo di corso Francesco 596.
Il nome di questa via, così denominata in onore dell’imperatore d’Austria Francesco I d’Asburgo-Lorena, Re del Lombardo-Veneto, fu cambiato nell’attuale corso Vittorio Emanuele nel 1860 dopo l’Unità d’Italia. Infatti, nella Guida di Milano del 1865 ritroviamo Pietro Cattaneo alla stessa voce in corso Vittorio Emanuele n. 596 (nota 1).
Di un altro mobile “firmato Cattaneo” si aveva notizia dal 1992 con la pubblicazione di uno stipo del tipo “ebano-avorio” sulla rivista Cose Antiche, ivi proposto in vendita da un privato come “monetiere lombardo ‘700” [Figura 2 e 2bis, nota 2].

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Figura 2. Stipo monetiere, firmato Cattaneo, Lombardia XIX secolo, Cose Antiche n. 2 settembre 1992 p. 50.

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Figura 2bis. Stipo di Figura 2 aperto.

Che si tratti di Pietro Cattaneo?
È probabile, ma non è certo perché i Cattaneo presenti sul mercato milanese sono diversi (nota 3). Li menzioniamo in ordine cronologico fornendo le poche notizie che siamo riusciti a raccogliere.
Nella Guida di Milano 1827 sono elencati, Filippo Cattaneo, falegname in contrada san Vincenzino 2345 e Serafino Cattaneo, fabbricante di mobili in contrada de’ Bigli 1235.
Nella stessa Guida, figurano anche Francesco Cattaneo, doratore in contrada degli Orefici 3102 e Gaetano Cattaneo in contrada del Bocchetto 2470 sia come doratore, sia come intagliatore in legno (nota 4).
L’attività di Gaetano si prolunga negli anni perché lo ritroviamo come intagliatore in contrada di Bassano Perrone nelle Guide di Milano degli 1847, 1850, 1855 e nel 1865 in cui compare lui stesso o un omonimo come doratore in via dei Profumieri 3217.
Al 1881 risalgono le prime notizie che è stato possibile reperire su Innocente Cattaneo di cui parla la Guida all’esposizione industriale di quell’anno a Milano in questi termini “La disposizione ci mette davanti fra i primi i mobili di stanza di Cattaneo Innocente (Milano), lavorati con molto gusto”. La Guida di Milano dello stesso 1881, lo segnala come intagliatore in Corso Porta Romana 40, mentre risulta come ebanista e intagliatore con negozio di antiquariato in via Manzoni 25 negli ultimi due decenni del XIX secolo (nota 5).
Si parla probabilmente di lui nell’articolo Nelle gallerie del mobilio di Maria Allara-Nigra sotto forma di godibile racconto della visita di una famiglia all’esposizione di Torino del 1884, all’interno della pubblicazione edita per l’occasione da Roux e Favale. Scrive l’autrice (p. 354): “… stipo di Cattaneo di Milano, in noce oscuro, con gli sportelli adorni di bronzi in rilievo, di lire 500 (circa 2.500 euro di oggi) assai bello e ben trattato”. Infatti, la definizione di stipo in noce scuro si addice maggiormente all’opera di un intagliatore, piuttosto che a quella di uno stipettaio in ebano e avorio.
Dieci anni più tardi, nell’esposizione di Milano del 1894, vengono citati sia Giovanni Cattaneo, sia Giuseppe Cattaneo “distinti operai della ditta Pogliani”, intendendo il noto ebanista Ferdinando Pogliani.
Un Giovanni Cattaneo risulta essere il titolare di una ditta di fabbricazione mobili, fondata nel 1870 con sede a Milano, ma stabilimento a Rovellasca (Co) dove la produzione si orienta progressivamente verso gli arredi per locali pubblici. Nel 1939, con l’ingresso di un nuovo socio, la denominazione sociale venne modificata in “Ditta Giovanni Cattaneo di Aldo Pellegrini & C.” (nota 6). Registriamo, tuttavia, la presenza a Rovellasca nel 1954 di una ditta Giovanni Cattaneo, con uffici commerciali a Milano in corso Magenta 27, specializzata nella stessa attività, ossia nella produzione di “mobili e biliardi, arredamenti bar esercizi pubblici, arredamenti navali, arredamenti per alberghi” [Figura 3].

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Figura 3. Intestazione di una fattura della ditta Giovanni Cattaneo di Rovellasca (Co), fonte ebay.

A Rovellasca risulta operativa, già in pieno Novecento, anche il mobilificio “F.lli Rossi & Carlo Cattaneo”. Non sappiamo se vi fosse un legame con il già menzionato Giovanni, ma siamo in grado di mostrare un esemplare della produzione di questa ditta in stile “terzo Impero” [Figura 4].

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Figura 4. Mobilificio F.lli Rossi & Carlo Cattaneo, credenza, 1940 circa, mercato antiquario.

Il mobile reca nello spessore di un cassetto un’etichetta metallica [Figura 4bis], da cui si evince che la ditta aveva una sede o uno stabilimento anche a Verona, oltre che a Rovellasca M., che crediamo possa stare per Manera, località in comune di Lomazzo (Co), ossia la stazione ferroviaria di Rovellasca-Manera sulla linea Saronno (Va)-Como (nota 7).

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Figura 4bis. Etichetta sul mobile di Figura 4.

Esaurita questa digressione comasca, torniamo a Milano dove, a inizi Novecento, un certo Battista Cattaneo aveva il suo laboratorio in via Passione 8 e il negozio in corso Venezia 5. Di lui si scrive che “… trattò sia il mobile in stile che quello liberty per il quale si ricorda una sala da pranzo realizzata in occasione dell’Esposizione internazionale d’arte decorativa di Torino del 1902” (Milano illustrata, 1903, p. 144).
Concludiamo con uno stipo di ottima qualità che mostra sull’anta destra la figura equestre dell’imperatore Claudio – già vista nello stipo di Figura 2 – e su quella sinistra l’imperatore Domiziano tratto dalla medesima fonte iconografica (vedi ancora nota 2) [Figura 5 e 5bis].

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Figura 5. Stipo monetiere, Lombardia XIX secolo, mercato antiquario.

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Figura 5bis. Stipo di Figura 5 aperto.

Non essendoci firme, non possiamo dire che sia anch’esso ascrivibile a Pietro (?) Cattaneo, anche per la diversa configurazione interna. Lo possiamo però datare al XIX secolo e non prima per le cerniere di tipo “moderno” che consentono di articolare le ante al corpo principale.

NOTE

[1] Presso l’archivio della Camera di Commercio di Milano c’è un fascicolo intestato a Pietro Cattaneo esercizio mobili, notif. 1853, che non è ancora stato possibile consultare.

 [2] Al centro dell’anta ribaltabile è riprodotta l’immagine dell’imperatore Claudio, tratto da un’incisione di Antonio Tempesta (1555-1630) di cui ci siamo occupati nell’articolo La serie dei Cesari di Antonio Tempesta (luglio 2015) [Leggi].

[3] Nessuna possibilità di equivoco con il Pietro Cattaneo di cui Enrico Colle traccia una brevissima biografia nel suo volume del 2007 sul mobile dell’Ottocento in Italia. Compare, infatti, come “Maestro avente bottega” a Casale (Monferrato) in un censimento del 1792 (Colle 2007 p. 435).

[4] Si rimanda a Intagliatori, corniciai e doratori a Milano nel 1827 (marzo 2016) [Leggi] e a Falegnami e mobilieri a Milano nel 1827 (giugno 2016) [Leggi].

[5] (Vedi). Su Innocente Cattaneo contiamo di produrre presto un approfondimento.

[6] Vedi.

[7] Facciamo notare che la linea era in gestione presso le Ferrovie Nord di Milano dal 1898 e che lo stabilimento di Rovellasca della Giovanni Cattaneo srl era collocato all’indirizzo F(errovie) Nord Milano-Como (vedi ancora Figura 3).

Bibliografia citata
-L’interprete milanese o sia Guida Generale del Commercio e dei ricapiti di Milano per l’anno 1827, Visaj, Milano 1827.
-Guida del visitatore alla esposizione industriale italiana del 1881 in Milano di anonimo, Sonzogno, Milano 1881.
-Torino e l’Esposizione del 1884, Roux e Favale, Torino 1884.
-Guide del visitatore nelle esposizioni riunite del 1894 in Milano, Sonzogno, Milano 1894.
-Milano illustrata. Cose, persone, Tip. Della Soc. Edit. La Poligrafica, Milano 1903.
-E. Colle, Il mobile dell’Ottocento in Italia, Electa, Milano 2007.

Maggio 2026

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