Placca in rame smaltato attribuita a Pierre Reymond, Limoges XVI secolo

dalla Redazione di Antiqua

È da tempo che puntavamo ad allargare il nostro campo di indagine alle placche in rame smaltato, soprattutto con riferimento al confronto tra originali del XVI secolo e rifacimenti ottocenteschi.
L’occasione di introdurre almeno l’argomento ci viene fornita da una placca, collocata all’interno di una cornice a edicola, proposta in asta da Wannenes a Genova pochi giorni fa [Figure 1 e 2, nota 1].

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Figura 1. Atelier di Pierre Reymond (attr.), Resurrezione, smalto su rame cm. 39 x 23,3 entro cornice intagliata e dorata cm. 87×47, Wannenes 24 marzo 2026 n. 67.

La cornice il legno intagliato e dorato viene definita “di recente manifattura” mentre la placca beneficia di un’attribuzione all’atelier di Pierre Reymond (1513-1584) (nota 1), forti della firma “P. REYMOND” che compare sul retro [Figura 3].

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Figura 2. Particolare di Figura 1.

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Figura 3. Particolare del retro della placca di Figura 2 con la firma P. REYMOND.

Una prima considerazione sul soggetto raffigurato: una Resurrezione (nota 2) di cui ci siamo già occupati a proposito di una coppia di acquasantiere (nota 3).
In quella sede si evidenziava come quest’iconografia, già nota nel XVI secolo, fosse in auge – in questa specifica versione – in epoca più tarda, al punto da contribuire a datare le acquasantiere al XVIII secolo, oltre che sulla sulla base di evidenti considerazioni stilistiche. Persistevano invece alcuni dubbi circa la datazione al XVIII secolo di una placchetta con la stessa scena in controparte – che qui nuovamente riproduciamo – caratterizzata da un’impostazione stilistica cinquecentesca [Figura 4].

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Figura 4. Resurrezione, bronzo cm. 19 x 8, Veneto (?), XVII secolo (?), Finarte-Semenzato novembre 2005 n. 578.

Pertanto, se la datazione della placca di Limoges in esame è attendibile, questa particolare iconografia della Resurrezione risulterebbe anch’essa cinquecentesca, al punto da indurre a datare la placchetta di Figura 4 al XVII se non addirittura al XVI secolo.
Altrimenti, sarebbe proprio la datazione della placca di Limoges ad essere messa in discussione.
Un altro motivo di perplessità deriva dal fatto che, secondo alcune fonti (vedi ancora nota 2: Wikipedia): “Gli oggetti finemente smaltati prodotti nella sua bottega portavano le sue iniziali [PR] sormontate da una corona, oppure erano firmati RaymonRexmonRexmond, o Reymon, anche se non erano totalmente frutto del suo lavoro”.
La firma P. Reymond non risulterebbe quindi tra quelle riportate dalle fonti che, più o meno direttamente, è stato possibile interrogare.
Inoltre, la placca attribuita alla bottega di Reymond è stata stimata a 2.000-2.200, più o meno la stessa cifra (2.000 euro) a cui ArsAntiqua propone una placca raffigurante il Trionfo di Galatea, datandola al XIX secolo [Figure 5 e 6].

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Figura 5. Trionfo di Galatea, smalto su rame cm. 15 x 22, XIX secolo, mercato antiquario.

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Figura 6. Retro della placca di Figura 5.

Non si vuole qui interferire sulle valutazioni della casa d’aste, ma solo fornire alcuni elementi di riflessione.
È in ogni caso il mercato a selezionare le proposte.
Ad esempio, un piatto raffigurante Abramo rifiuta i doni del re di Sodoma, confrontabile con un esemplare identico che si conserva all’Hermitage di San Pietroburgo, proposto da Finarte nel 2024 con una stima di 1.000-2.000 euro, è stata venduta a circa 6.600 euro [Figure 7 e 8].

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Figura 7. Pierre Reymond, Abramo rifiuta i doni del re di Sodoma, smalto su rame cm. 23 x 32, siglato PR, Finarte 18 settembre 2024 n. 692.

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Figura 8. Retro della placca di Figura 7.

Con queste premesse abbiamo atteso che il pezzo venisse battuto per poi apprendere che è andato invenduto.

NOTE

[1] La letteratura e le notizie che si possono reperire in rete su Pierre Rejmond sono abbondanti. Si vedano le voci di Wikipedia [Leggi] e dell’Enciclopedia Treccani [Leggi] e relativa bibliografa a cui si possono aggiungere alcune pubblicazioni più recenti, tra quelle citate nella didascalia del catalogo Wannenes, come: S. Baratte, Les émaux peints de Limoges, catalogo mostra, Musée du Louvre, Parigi 2000; M. Blanc, Émaux peints de Limoges, XVe-XVIIIe siècle. La collection du Musée des arts décoratifs, Paris, 2011.

[2] Il soggetto è identificato nel catalogo Wannenes come Redentore.

[3] Si rimanda all’articolo Acquasantiere e placchetta con Resurrezione (aprile 2017) [Leggi].

Aprile 2026

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