Alessandro Biancalana, Hausmaler e porcellana in Europa. Alchimia, arte, estro, 440 pagine formato 31 x 24, Polistampa, Firenze 2025, euro 120,00.
Nell’aprile 2025 veniva segnalata nella home page la possibilità di prenotare a un prezzo specialissimo il volume oggetto della presente recensione, la cui uscita era prevista per il dicembre dello stesso anno.
Speriamo che anche questa segnalazione abbia contribuito alla realizzazione dell’operazione editoriale che si è felicemente conclusa.
Ma questa non è l’unica ragione che ci lega alla più recente opera di Alessandro Biancalana.
Tra il 2021 e il 2022 sono usciti a sua firma ben sei della serie Gli hausmaler su porcellana: un fenomeno complesso e ancora poco conosciuto (tutti reperibili nel nostro Archivio). Ciascun articolo era dedicato a un aspetto del fenomeno, quello dei “pittori a domicilio” – gli hausmaler, appunto – ossia gli artisti che decoravano a casa propria pezzi bianchi di porcellana recuperati in qualche modo dalle grandi manifatture.
Li ricordiamo brevemente: La nascita del fenomeno e le botteghe di Augsburg (gennaio 2021); I “girovaghi”: Hunger, von Löwenfinck, Dannhöfer e Hitzig. Artisti itineranti o indipendenti? (marzo 2021); Busch, Anreiter, Helchis, Schulz e il contesto viennese (giugno 2021); La Boemia e la Slesia. Bayreuth e i suoi molti interrogativi (ottobre 2021); Le altre botteghe boeme, i principali hausmaler su porcellana di Berlino, Höchst, Nymphenburg e Zurigo. I canonici hausmaler (febbraio 2022); Meissen e Dresda prima e dopo Johann Gregorius Höroldt. I monogrammisti, i laboratori di Regensburg e Ingolstadt e gli hausmaler più tardi. L’Olanda e l’Inghilterra. Brevi sviluppi ottocenteschi (maggio 2022).
Sebbene questi articoli non siano indicati nella bibliografia del volume appena uscito e Antiquanuovaserie non vi sia menzionata, è proprio da qui che è nato tutto, o meglio, è da qui che il “complesso fenomeno” – prendendo le mosse da una preesistente, frammentaria letteratura, spesso in lingua tedesca – ha avuto una sua prima trattazione.
Chiaramente, il volume risponde a quei requisiti di organicità che caratterizzano le opere sistematiche.
A seguito di un’ampia ed esaustiva introduzione, il testo (bilingue italiano-inglese) si articola in vari capitoli: Dresda e Meissen, le botteghe di Augusta, Vienna (uno snodo o solo un luogo di transito?); Bayreuth (e i suoi interrogativi), la Boemi e la Slesia, gli altri pittori a domicilio, Olanda e Inghilterra. Tirate le conclusioni, c’è lo spazio per alcune appendici tra cui la bibliografia curata da Laura Pergola, l’indice dei nomi e altro.
