Lo scultore Filippo Biganzoli tra restauri e ritrovamenti

della Redazione di Antiqua

Non se la passava benissimo Laudomia nel 2016 nei depositi della Galleria d’arte Moderna (GAM) di Milano [Figura 1], prima di essere affidata alle cure dei restauratori, messa in forma a furia di impacchi di agar-agar, esposta nella splendida mostra che si è tenuta proprio al GAM tra il marzo e il dicembre 2017 e infine collocata nell’esposizione permanente [Figura 2].

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Figura 1. I depositi della Galleria d’arte Moderna di Milano.

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Figura 2. Filippo Biganzoli, Laudomia, 1865, marmo, Milano, Galleria d’arte Moderna. Presentata nello stesso anno all’Esposizione delle opere di belle arti nelle gallerie del palazzo nazionale di Brera.

Laudomia è un’opera in marmo di Filippo Biganzoli (Milano 1823-1894), uno dei tanti scultori milanesi che hanno composto il loro curriculum tra incarichi presso l’accademia di Brera, Esposizioni nazionali, committenze pubbliche e private, queste ultime con particolare riferimento ai ritratti e ai monumenti funebri per il cimitero Monumentale dove anche lui è sepolto (Tempio crematorio, casello levante, lato B) (nota 1).
È andata anche peggio al suo Manzoni conservato nella stessa Galleria, una scultura acefala firmata BIGANZOLI F. 1873 / MILANO [Figura 3].

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Figura 2. Filippo Biganzoli, Manzoni, 1873, marmo, altezza cm. 71, Milano, Galleria d’arte Moderna (depositi), inv. 5472.

Fortunatamente questa è solo una delle versioni del ritratto del celebre scrittore milanese.
La più celebre si trova a Pavia ed è esposta nella Gipsoteca dei Musei Civici del Castello Visconteo a cui proviene dal Legato Vidari del 1893 [Figura 4]. È firmato semplicemente BIGANZOLI senza data [Figura 4 bis]. La scheda sul catalogo del Museo pubblicato nel 1985 data la scultura al 1870 circa, dovrebbe quindi trattarsi dell’esemplare più antico.

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Figura 4. Filippo Biganzoli, Manzoni, marmo, altezza cm. 80, Pavia, Musei Civici del Castello Visconteo. L’immagine è anteriore all’intervento di restauro di Cinzia Parnigoni in previsione della mostra L’officina dei Promessi Sposi, tenutasi a Milano nel 1985. 

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Figura 4 bis. Firma. Dettaglio della scultura di Figura 4.

La stessa scultura compare nel dipinto La lettura in famiglia di un passo commuovente dei Promessi sposi [Figura 5], eseguito nel 1876 dal pittore Emilio de Amenti (Pavia 1845-1855), anch’esso conservato presso i Musei Civici di Pavia (nota 2).

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Figura 5. Emilio de Amenti, La lettura in famiglia di un passo commuovente dei Promessi sposi, 1876, dipinto su tela, Pavia, Musei Civici del Castello Visconteo, inv. P. 901.

Questa versione del Manzoni di Biganzoli potrebbe essere quella esposta in occasione della Seconda esposizione di Belle Arti diretta da un comitato eletto dalla Regia Accademia di Brera che si tenne a Milano nel 1872. A pagina 19, al numero 74 del catalogo si parla, infatti, di una statuetta di Alessandro Manzoni di Filippo Biganzoli, domiciliato a Milano in via S. Vincenzo 8, in cui “L’illustre personaggio rappresentato tiene nella sinistra lo scritto di Goethe intorno alla sua tragedia: Il conte di Carmagnola”.
Possiamo escludere la scultura assai danneggiata della GAM di Milano perché, come visto sopra, porta la data del 1873.
Di recente, in una collezione privata lombarda, è comparsa un ritratto di Manzoni, sempre di Filippo Biganzoli, che abbiamo qui la possibilità di mostrare per la prima volta [Figura 6].
Anche questa non può essere quella esposta a Brera nel 1872 perché reca alla base la firma e la data BIGANZOLI F. MILANO 1877 [Figura 6 bis].

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Figura 6. Filippo Biganzoli, Manzoni, 1877, marmo, altezza cm. 90, collezione privata.

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Figura 6 bis. Firma. Dettaglio della scultura di Figura 6.

Potrebbe invece trattarsi della scultura esposta a Napoli nel 1877 di cui parla per primo Angelo De Gubernatis nel suo Dizionario degli artisti viventi pubblicato nel 1889.

NOTE

[1] Notizie su Filippo Biganzoli si possono reperire in rete alla voce di Wikipedia (Leggi). Vedi anche: Vincenzo Vicario, Gli scultori italiani dal Neoclassocosmo al Liberty, Pomerio, Lodi 1994, vol. I, p. 138; Adolfo Panzetta, Nuovo dizionario degli scultori italiani dall’Ottocento al primo Novecento, Adarte 2003, vol. I, p. 91).

[2] Giovanni Zaffignani, De Amenti Emilio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 33 (1987) [Leggi]. Sul dipinto e circa l’ipotesi che la famiglia raffigurata sia quella di Ercole Vidari cui spetta la donazione del Manzoni di Biganzoli nel  1893 ai musei di Pavia, si rimanda a: Fabio Danelon, Un episodio della fortuna italiana dei “Promessi sposi”: la tela di Emilio De Amenti, in AAVV (a cura di Giuseppe Sorbello e Giuseppe Traina), Dalla Sicilia a Mompracen e altro, Studi in onore di Mario Tropea in occasione dei suoi settant’anni, Lussografica, Caltanisetta 2015 (vedi).

Si ringraziano sentitamente Davide Tolomelli e Francesca Porreca dei Musei Civici di Pavia.

Febbraio 2021

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