Mobile a due corpi in stile moresco con arazzo incorporato

della Redazione di Antiqua

Il mobile è insolito, interpretabile come una sorta di consolle e paragonabile ai mobili compositi multifunzionali che caratterizzano il tardo Ottocento [Figura 1]. Presumibilmente, la sua funzione precipua è quella di espositore dell’arazzo. Appare costruito con un impianto architettonico che fa pensare immediatamente allo stile islamico, assecondando il gusto orientalista diffuso nella stessa epoca.
Difficile determinarne stilisticamente la provenienza, ma il tipo di arazzo e le scritte di cui diremo ci consentono di considerarlo francese.

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Figura 1. Consolle, materiali vari, cm. 160x45x240 (altezza), Francia, fine XIX secolo, collezione privata.

Alcune immagini di dettaglio permettono di apprezzarne la delicata e preziosa realizzazione con parti sagomale, traforate, dipinte e dorate [Figure 1a e 1b].

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Figure 1a e 1b. Particolari del mobile di Figura 1.

L’arazzo è montato su una struttura che rende possibile farlo ruotare manualmente in senso orario, facendo comprendere come le raffigurazioni di contorno siano collocate lungo il perimetro esterno tali da risultare dritte o capovolte a seconda della posizione dell’arazzo medesimo.
Si veda il mobile da un’altra prospettiva con l’arazzo fatto ruotare in cui i due dipinti di paesaggi – nella Figura 1 ai lati superiore e inferiore del tessuto – appaiono collocati orizzontalmente [Figura 1c].

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Figura 1c. Il mobile di Figura 1 da un’altra prospettiva.

Nei dipinti si vedono paesaggi architettonici con personaggi vestiti “alla turchesca” e in uno dei due si riconosce chiaramente la sagoma di una moschea [Figura 1d].

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Figura 1d. Particolare del mobile di Figura 1.

Su uno dei decori “arabeggianti” dipinti sulla facciata del corpo inferiore si legge la data 1890 [Figura 1e].

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Figura 1e. Particolare del mobile di Figura 1.

È sull’arazzo che abbiamo concentra la maggior parte del nostro impegno, ragionando su alcuni degli elementi raffigurati [Figure 1f]. Al centro si vede una fenice attorno alla quale ruota tutto il complesso decorativo [Figure 1g].

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Figura 1f. Arazzo nella parte superiore del mobile di Figura 1.

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Figura 1g. Particolare dell’arazzo di Figura 1f.

Attorno si vedono segni zodiacali e lungo i bordi esterni (dall’alto in senso orario): una pagoda, un leone africano, un drago con accanto un’ancora, un uccellino, un castello medioevale, un serpente, una barca a vela e, infine, una tigre. Sparse ovunque diverse varietà di fiori e una farfalla.
La fenice – uccello mitologico che resuscita dalle proprie ceneri – si potrebbe interpretare come la Francia della Terza Repubblica (1870-1941) che risorge dopo la disfatta di Sedan (31 agosto-2 settembre 1870) che pone fine alla guerra franco-prussiana. All’inizio di questo periodo si pongono le basi della grandeur francese con la partecipazione della Francia alla spartizione dell’Africa e all’acquisizione dell’Indocina ai danni dell’impero cinese.
Questo potrebbe spiegare la compresenza di elementi collegati alla cultura africana e a quelli cinesi come la pagoda, inspiegabile altrimenti, la stessa fenice – nota in ambito sia islamico, sia cinese – e il drago (nota 1).
Quando l’arazzo collocato nella posizione di cui alla Figura 1, tra la fenice e il castello medioevale assume particolare rilievo il segno dello zodiacale dello scorpione che qui assume il carattere di un monogramma M, sormontato da una croce con nove perle, sotto il quale si legge DJLU TRAVAIL 57 [Figura 1i].

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Figura 1i. Particolare dell’arazzo di Figura 1f.

Non è stato ancora possibile decifrare la scritta con riferimento all’esecutore dell’arazzo, ma la posizione e le caratteristiche del monogramma fanno prediligere l’ipotesi che sia l’iniziale della famiglia del committente, che la corona designante il marchesato e la sottostante presenza del castello suggeriscono trattarsi di una famiglia nobile.
Ben più interessante si rivela un’altra scritta: LA CIGALE SENEGAL che si trova sotto la barca a vela [Figura 1l].

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Figura 1l. Particolare dell’arazzo di Figura 1f.

Una letteratura abbastanza esauriente consente di collegare La Cigale al Senegal.
Diverse fonti riferiscono l’episodio del bombardamento francese della città di Kaedi (Kayhayɗi) nel sud della Mauritania avvenuto in data 29 luglio 1890 sparando cannonate dall’imbarcazione fluviale La Cigale (nota 2).
Detto per inciso, un’immagine moderna di Kaedi mostra un’architettura di tipo islamico non dissimile da quelle evocate nel mobile [Figura 2].

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Figura 2. Moschea, Kaedi (Kayhayɗi), Mauritania.

Il nome de La Cigale ricorre varie volte nelle operazioni che i francesi svolgono nell’area. In particolare, in data 8 ottobre 1989, il colonello Archinard parte a bordo del Cigale per una missione in Sudan accompagnato da nuovo governatore del Senegal M. de Lamothe, raggiunti successivamente da “Monteil” (nota 3).
Si tratta di Parfait-Louis Monteil (1855-1925), militare ed esploratore francese che dal 1890 al 1892 guidò un’esplorazione francese in Africa Occidentale dal Senegal al Ciad visitando territori che entro una quindicina di anni sarebbero entrati a far parte dell’impero coloniale francese (nota 4).
Potrebbe essere lui il signor M a cui è appartenuto il mobile?
Alcuni indizi parrebbero confermarlo.
Per prima cosa, appare circostanza significativa che l’anno 1890 riportato sul mobile segni l’inizio della missione di Monteil in Africa.
Inoltre, se non direttamente all’astrologia, Monteil si interessava all’astronomia. Sempre Yves de Tessieres scrive di Monteil: “Dans son Vade-mecum de officier d’infanterie de Marine, publié en 1884 […]  indique comment les observations astronomiques prises de distance en distance permettent de donner une valeur scientifique aux résultats géographiques …” (nota 5).
E ancora, Monteil è stato un servitore fedele della Terza Repubblica che, in base a quanto sopra ipotizzato, l’arazzo si propone di celebrare, almeno per quanto riguarda l’avventura coloniale.
Infine, egli era fratello di Charles Monteil (1871-1949), etologo, linguista e storico dell’Africa occidentale francese, il quale, con le sue competenze, avrebbe potuto partecipare all’ideazione dell’arazzo (nota 6).
Un elemento apparentemente dissonante è la presenza della corona marchesale sopra la M trasformata in stemma. Infatti, non è stata trovata alcuna fonte che attesti la nobiltà dei Monteil, rendendo poco giustificabile anche la presenza del castello medioevale, se non come una miscellanea di motivi storicistici e orientalisti che caratterizza il gusto fin du siècle [Figura 1m].

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Figura 1m. Particolare dell’arazzo di Figura 1f.

Durante la ricerca delle possibili origini nobiliari di Monteil, è stata trovata l’immagine del castello di Val edificato tra il XIV e il XV secolo e abitato fini al Cinquecento da membri della casata d’Estaing [Figura 3].

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Figura 3. Castello di Val, dipartimento di Cantal, Alvernia, Francia.

I castelli medioevali si assomigliano tutti ed è ozioso cercare confronti tra questo castello e quello raffigurato nell’arazzo, tuttavia, a titolo di mera curiosità, segnaliamo che esso si trova in Alvernia, dipartimento del Cantal, in Francia, in prossimità di un piccolo borgo che si chiama Monteil!

NOTE

[1] La presenza di un’ancora accanto al drago aveva fatto pensare alla raffigurazione di un’ipotetica nave Dragon, ma ciò si contraddice dall’immagine contrapposta di una nave identificata con il suo nome Cigale, come diremo tra breve, anziché con la figura di una cicala (di mare), crostaceo molto diffuso in Senegal.

[2] Tra gli altri, vedi: Eunice A. Charles, Qualy N’Dao: the exile of Alboury N’Diaye, Africa Historical Studies, vol. 4, n. 2 (1971), pp. 373-382.

[3] Yves de Tessieres, Un épisode du partage de l’Afrique: la mission Monteil de 1890-1892, Outre-Mers, Revue d’histoire, 1971 n. 216 p. 363).

[4] Vedi.

[5] Yves de Tessieres, op. cit., p. 352. L’autore si riferisce a: Parfait-Louis Monteil, En France et aux colonies, vade-mecum de l’officier d’infanterie de marine, Baudoin et C., Parigi 1884.

[6] Vedi.

Ringraziamo la sinologa Irene Di Paola per alcune considerazioni sul “bestiario” raffigurato nell’arazzo.

Settembre 2025

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