Opere in bronzo dello scultore Carl Bröse

di Bruno Ronzetti

Nel corso dell’asta Wannenes del 28 e 29 maggio 2025 è stato presentato un gruppo in bronzo patinato della fine del XIX secolo raffigurante baccanale. La didascalia in catalogo specificava che il bronzetto “Reca nella base la firma S. Sonntag Vienna VII Zieglerg 52 e Bröse”.
È stato possibile accertare subito che “Bröse” è il nome dell’autore, poiché il gruppo è accreditato tra le opere dello scultore tedesco Carl Bröse, mentre l’altra scritta – apparentemente un marchio di fonderia – risulta di difficile decifrazione [Figure 1, 1a e 1b]. La datazione alla fine del XIX è, a nostro avviso, da rivedere alla luce dei dati biografici che ci accingiamo a esaminare. Pensiamo che una datazione più appropriata sia posteriore al 1913 e, ancor più verosimilmente, sia da collocare nel primo dopoguerra quindi post 1918.

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Figura 1. Carl Bröse, Baccanale, bronzo cm. 40 (altezza) x 52 x 26, Vienna, secondo-terzo decennio del XX secolo, Wannenes 28-29.5.2025 n. 436.

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Figura 1a. Particolare della firma sul bronzetto di Figura 1.

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Figura 1b. Particolare della scritta sul bronzetto di Figura 1.

Ricaviamo la maggior parte delle notizie su Carl Bröse dalla corrispondente voce di Wikipedia che riteniamo sufficientemente affidabile poiché basata su una buona bibliografia (nota 1).
Note biografiche
Egli risulta nato nel 1880 a Osnabrück e morto a Wuppertal nel 1959.
Sulla data della morte, le fonti sono discordanti. Ci si riferisce, per lo più, alle sintetiche note biografiche contenute nelle didascalie che accompagnano le opere sul mercato: la maggior parte cita solo la data di nascita su cui tutte concordano (1880), altre citano il 1914 come anno della sua morte. Effettivamente le notizie di Bröse come artista si fermano al 1914, ma la sua attività di imprenditore, di cui diremo subito, prosegue ben oltre, rendendo plausibile la data del 1959.
Infatti, pare che Carl Bröse abbia fondato nel 1920 un’azienda impegnata in costruzioni metalliche (carrozzerie) e che si sia poi dedicato alla produzione di congegni meccanici applicati all’industria dei trasporti come indicatori di percorsi, ecc. [Figura 2].

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Figura 2. Carl Bros Gmbh, segnale di destinazione per linea tranviaria (Vedi).

Si parla anche della produzione di sistemi automatici di trasporto a rulli con controllo motorizzato, riferita agli anni Sessanta del XX, quindi dopo la sua morte. Tuttavia, l’apparente incompatibilità di queste attività con quella prettamente artistica lascia qualche dubbio sul fatto che si stia parlando della stessa persona (nota 2).
Preferiamo, in ogni caso, concentrare l’attenzione sul Carl Bröse scultore, prima studente presso l’Accademia d’Arte di Lipsia dal 1902 al 1907 e successivamente in quella di Dresda con gli scultori Johannes Schilling (1828-1910) e Georg Wrba (1872-1939), entrando a far parte, nel 1913, del Dresdner Künstlergruppe 1913.
Nel 1913, il 6 giugno venne inaugurata nella piazza del mercato di Homberg la fontana sormontata della Dea Fortuna progettata da Bröse, che resta la sua opera pubblica più importante [Figura 3]. La scultura in bronzo fu smontata e fusa nel 1940 per contribuire allo sforzo bellico; attualmente se ne può vedere una copia collocata nel 1990 in piazza Bismarck, sempre a Homberg.

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Figura 3. Carl Bröse, Scultura della Dea Fortuna (detta Komps Traut), bronzo, 1913, Homberg.

Le principali fonti consultate concordano sul fatto che Bröse abbia realizzato anche sculture in bronzo di piccolo formato e oggetti in metallo di vario genere (come portagioie, portasigarette, applique, set da scrivania, ecc.) (nota 3).
Di nuovo, limitiamo la nostra attenzione ai bronzetti come quello di Figura 1 che, periodicamente, compaiono sul mercato antiquario.
Baccanale
Che il tema del Baccanale fosse caro a Bröse lo si intuisce da varie copie di bronzetti simili a quello di Figura 1 e da altri in cui le figure del fauno e della baccante appaiono sia in coppia (senza altri personaggi), sia singolarmente.
Il bronzetto con la coppia è quello che maggiormente compare sul mercato, spesso contraddistinto da una targhetta metallica, posta sulla faccia anteriore della base, su cui compare la scritta Fidele Bachanten (“baccanti allegri”), la firma Bröse e il marchio S. Sonntag Wien [Figure 4, 4a, 4b, 4c e 4d].

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Figura 4. Carl Bröse, “Baccanti allegri”, bronzo cm. 43 (altezza) x 23 x 14,5, Vienna, secondo-terzo decennio del XX secolo, Cordier 8 novembre 2009 n. 619, provenienza: dimora del collezionista Harold M. Garonzik, Harrisburg, Pennsylvania.

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Figura 4a. Targhetta con la scritta Fidele Bachanten, particolare della base del bronzetto di Figura 4.

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Figura 4b. Firma Bröse sulla base del bronzetto di Figura 4.

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Figura 4c. Marchio S. Sonntag Wien sulla base di un bronzetto identico a quello di Figura 4.

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Figura 4d. Particolare della parte inferiore della base del bronzetto di Figura 4 con il dettaglio dei bulloni che fissano le figure alla base stessa (simile in tuti gli esemplari verificati).

Per quanto riguarda la firma Bröse, confrontando quella sul bronzetto di Figura 4 con quella di Figura 1 (vedi ancora Figura 1a), si notano alcune differenze: la prima è in corsivo e la B iniziale ha un “peduncolo” in alto a sinistra, mentre la seconda è in stampatello seguita da un punto ed è uguale nel carattere alla scritta che identifica il marchio (vedi ancora Figura 1b). Ci si domanda quale sia quella apposta dall’artista sul modello in terracotta e riprodotta fedelmente in fase di fusione e quella eventualmente apposta dalla fonderia su copie postume; esiste sempre la possibilità, ovviamente che Carl Bröse abbia utilizzato firme diverse nel corso della sua carriera.
Inoltre, poiché Bröse ha vissuto sempre tra Renania Settentrionale-Vestfalia e Sassonia, non ci si spiega la scritta Vienna sotto il marchio S. Sonntag su alcune sue opere, se con il fatto che siano state fatte eseguire in Austria su autorizzazione dello stesso Bröse o più o meno arbitrariamente sfruttando i suoi modelli.
Torneremo su questi aspetti nel corso della trattazione – compresa l’identificazione del marchio S. Sonntag – per giungere poi, si spera, ad alcune conclusioni finali.
Sileno ebbro
Frequente è anche la presenza sul mercato del bronzetto della figura maschile, spesso proposto con il titolo di Sileno ebbro come copia tratta da Carl Bröse [Figura 5, 5a].

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Figura 5. Carl Bröse (tratto da), Sileno ebbro, bronzo cm. 37 (altezza) x 17,5 x 11,5, Parigi, prima metà del XX secolo (?), Balclis 19 dicembre 2017 n. 828.

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Figura 5b. Firma Bröse Paris sulla base del bronzetto di Figura 5.

La firma è in stampatello come nell’esemplare di Figura 1 (vedi ancora Figura 1a) e sotto di essa si legge la scritta Paris, che non siamo in grado di interpretare in connessione alla scritta Vienna su altri esemplari (nota 4). Mostriamo anche la parte inferiore della base con il sistema di fissaggio del Sileno per un confronto con l’immagine di Figura 4d [Figura 5b].

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Figura 5b. Particolare della parte inferiore della base di un bronzetto identico a quello di Figura 5.

Baccante
Mente il sileno ebbro (chissà poi perché “ebbro”, a meno che non lo si deduca dal modo maldestro con cui impugna la cetra) riproduce letteralmente quello delle altre sculture con più personaggi, la figura femminile è raffigurata in modo diverso [Figura 6].

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Figura 6. Carl Bröse, Baccante, bronzo cm. 40 (altezza), secondo-terzo decennio del XX secolo, mercato antiquario statunitense (fonte e-bay).

Come si può notare dal confronto con la Figura 4, qui il personaggio impugna il tamburello nella mano destra anziché nella sinistra e un seno è in parte coperto dalla veste, ma non vi sono dubbi che si tratti di una baccante, non riconosciuta come tale, in quanto estrapolata dal contesto, e spesso definita “ballerina.
Sul piedistallo compare sia la firma Bröse, in un corsivo diverso da quello della Figura 4b, sia un marchio con una S più grande che si interseca con una S più piccola all’interno di un quadrato con gli spigoli smussati, che potremmo anche ipotizzare trattarsi del marchio S. Sonntag in forma sintetica [Figura 6a].

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Figura 6a. Particolare del piedistallo del bronzetto di Figura 6 con firma e marchio.

Aratore
Il marchio S. Sonntag Wien compare per esteso in due versioni note di un bronzetto raffigurante un contadino con aratro trainato da cavalli [Figura 7].

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Figura 7. Carl Bröse, Aratore, bronzo cm. 20 (altezza) x 51 x 20, Parigi-Vienna-secondo-terzo decennio del XX secolo, Rago, Lambertville (New Jersey) 18.4.2020 n. 137, provenienza: dimora del collezionista Otto Robert Bade, Buckingham, Pennsylvania.

Stando alle informazioni fornite dalle case d’aste (l’altra è la Hargesheimer di Dusseldord, tornata del 24.9.2016 n. 1424), la firma incisa Bröse risulta accompagnata da Paris, come nel bronzetto di Figura 5 (vedi ancora Figura 5b), nonché da una non meglio identificata sigla CW. In questo caso, quindi, Vienna e Parigi compaiono sullo stesso esemplare.
Atleta (schermidore)
Qui di seguito, altri due bronzetti firmati Bröse. In realtà si tratta dello stesso soggetto, di cui un esemplare è stato proposto in asta come Atleta [Figura 8], meglio identificabile come Schermidore dal confronto con il secondo che si presenta completo di fioretto [Figura 9].

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Figura 8. Carl Bröse, Atleta (schermidore), bronzo cm. 58 (altezza) x 30 x 25, prima metà del XX secolo, Crescent City Auction Gallery 20.1.2024 n. 439.

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Figura 9. Carl Bröse, Atleta (schermidore), bronzo cm. 58 (altezza) x 30 x 25, prima metà del XX secolo, Ustar, Praga 4.12.2013 n. 265.

La firma Bröse incisa nello spessore della base del bronzetto di Figura 8 è diversa da quelle finora esaminate e, lo anticipiamo, da altre di cui saremo in grado, qui di seguito, di mostrare l’immagine [Figura 8a].

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Figura 8a. Particolare della firma sulla base del bronzetto di Figura 8.

Per quanto riguarda la datazione, abbiamo volutamente evitato di circoscriverla a livello di didascalia perché, supponendo che il soggetto sia stato creato in occasione di un’Olimpiade, limitandoci ai paesi collegabili ai bronzetti ed escludendo l’Austria che non ha mai ospitato giochi estivi, restano praticabili le ipotesi di Parigi che porterebbe a datare questi al 1924 oppure della Germania dove le Olimpiadi si sono svolte a Berlino nel 1936.
Ballerina e Nudo femminile
Stesse misure e movenze simili in due piccole sculture in bronzo dorato, l’una raffigurante una Ballerina, databile entro il secondo decennio del XX secolo per il carattere ancora Art Nuveau [Figura 10] e l’altra, un Nudo femminile, databile un po’ più tardi per l’adesione allo stile Art Déco [Figura 11].

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Figura 10. Carl Bröse, Ballerina, bronzo dorato, cm. 27 (altezza), primo-secondo decennio del XX secolo, mercato antiquario (Antikelen, Praga).

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Figura 11. Carl Bröse, Nudo femminile, bronzo dorato, cm. 27 (altezza), secondo-terzo decennio del XX secolo Vickers&Hoad 25.10,2020 n. 1002.

Entrambi i bronzetti risultano firmati Bröse; la firma che compare su quello di Figura 11, l’unica delle due di cui si ha l’immagine [Figura 11a], è in un corsivo simile a quello che si vede nella Figura 6a, anche se i due punti che caratterizzano la umlaut sopra la lettera o sembrano più due apostrofi. Si ripropone la questione, sopra già sollevata, della diversità delle firme e quindi della loro autenticità.

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Figura 11a. Particolare della firma sulla base del bronzetto di Figura 11.

Madre e figlia e Legami familiari
Quanto sopra risulta di tutta evidenza con riferimento a due gruppi in bronzo diversi tra loro, ma assai simili come concezione, entrambi di gusto ancora ottocentesco: uno raffigurante una mamma e una bambina [Figura 12] e l’altro una nonna con il nipotino, intitolato Legami familiari dall’antiquario ungherese che lo propone [Figura 13].

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Figura 12. Carl Bröse, Madre e figlia, bronzo, cm. 26 (altezza), primo-secondo decennio del XX secolo, mercato antiquario (Uno Langman, Vancouver).

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Figura 13. Carl Bröse, Legami familiari, bronzo, cm. 27 (altezza), primo-secondo decennio del XX secolo, mercato antiquario (Korart, Budapest).

Anche in questo caso, le firme sono diverse [Figure 12a e 13a]; in quella di destra sembra addirittura di vedere sulla lettera “o” tre puntini anziché i due canonici della umlaut.

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Figura 10a. Particolare della firma sul bronzetto di Figura 10.

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Figura 11a. Particolare della firma sul bronzetto di Figura 11.

Finora abbiamo riscontrato una differenza nelle firme, unita all’apparente incongruenza dei luoghi espressamente indicati (Vienna e Parigi) rispetto al radicamento di Carl Bröse in Germania, senza tuttavia mettere in dubbio l’autenticità degli oggetti e una riconducibilità più meno diretta allo stesso Bröse.
Bambini
Ci sentiamo invece, con tutta la prudenza del caso, ad avanzare qualche dubbio su alcuni oggetti attribuiti al “nostro” Bröse e come tali proposti sul mercato, con particolare riferimento a un Bambino seduto in ottone placcato in oro [Figura 14] e a un Bambino che gattona (crawling child) in bronzo argentato [Figura 15].

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Figura 14. Bambino seduto, ottone placcato in oro, cm. 8,5 (altezza), Wannenes, Salisburgo 17.9.2015 n. 195.

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Figura 15. Bambino che gattona, bronzo argentato, cm. 7 (altezza) x 12,7 x 5,1, Wannenes, Abell Los Angeles, 8.8.2024 n. 708.

Entrambi sono firmati Brosé e marchiati con le lettere W H K con un “II” sottostante, il tutto all’interno di una specie di scudo; uno dei due, quello di cui alla Figura 14, mostra, a lato, anche un marchio K entro una sorta di paretesi [Figure 14a e 15a].

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Figura 14a. Particolare della marchiatura del Bambino seduto (Figura 14).

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Figura 15a. Particolare della marchiatura del Bambino che gattone (Figura 15).

Le firme appaiono apocrife, inoltre i due oggetti non hanno alcuna corrispondenza stilistica con quanto visto sinora. Riesce difficile farli rientrare, anche se i materiali impiegati potrebbero farlo supporre, in quella produzione più propriamente “da orefice” di cui si è detto sopra alla fine delle note biografiche.
Aviatore
Discorso analogo per un’insolita figura da aviatore di stampo futurista, attribuito a Carl Bröse, firmato Bröse e marchiato M (lettere all’interno non decifrabili) Austria [Figure 16 e 16a].

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Figura 16. Aviatore, ottone cm. 14 (altezza), mercato antiquario.

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Figura 16a. Particolare della firma e dei marchi sulla base dell’oggetto di Figura 16.

L’indirizzo
Prima di trarre alcune conclusioni, riprendiamo una traccia presentata all’inizio, ossia quella dell’indirizzo Vienna VII Zieglerg 52 (vedi ancora Figura 1b).
Nella collezione on line del Museo di Vienna abbiamo reperito un’immagine d’epoca che ritrae un edificio ai numeri 52 e 54 della Zieglergasse nel settimo distretto di Vienna (da cui il numero VII), meglio conosciuto come Neubau. La fotografia è stata scattata da August Stauda (1861-1928) attorno al 1907, quindi in un periodo che ci interessa, tuttavia, l’ingrandimento di un particolare dell’immagine non consente di identificare qualcosa che assomigli a una galleria d’arte, tantomeno a una fonderia, a meno che la stessa non fosse collocata in un cortile interno [Figura 17]. Per altro, una serie di ricerche effettuate tende a escludere che a Vienna abbia mai operato una fonderia S. Sonntag.

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Figura 17. August Stauda, 7., Zieglergasse 52-Vista verso Kandlgasse, fotografia, 1907 circa, Museo di Vienna, Collezione on line, inv.33222 [Vedi].

Conclusioni
Da tutto quanto precede possiamo concludere che sul mercato antiquario, soprattutto internazionale (con particolare riferimento, per quanto è stato possibile verificare, agli Stati Uniti e all’Est europeo), compaiono saltuariamente piccole sculture in bronzo variamente firmate Bröse, molte delle quali riconducibili, verosimilmente, allo scultore tedesco Carl Bröse.
Allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile confermare che egli sia lo stesso attivo come imprenditore nel settore meccanico applicato all’industria dei trasporti.
Nemmeno possiamo affermare con certezza che sia sulla base di una concessione che la maggior parte di questi bronzetti, recandone la scritta, siano stati prodotti a Vienna o a Parigi.
Infine, la promettente scritta S. Sonntag Vienna VII Zieglerg 52’, riportata sul bronzetto da cui abbiamo preso le mosse, è tuttora in attesa di essere decifrata.

NOTE

[1] Leggi.

[2] Esiste anche un’altra ditta Brose, fondata a Berlino nel 1908, specializzata nella produzione e commercio di prodotti legati al mondo dell’auto, che potrebbe aver generato qualche confusione. In questo caso, tuttavia, si parla di un certo Max Brose che, nel 1919, insieme al socio Ernst Jühling ha fondato a Coburgo la Metallwerk Max Brose & Co (Vedi).

[3] Questa considerazione potrebbe riproporre l’idea – che non ci sentiamo però di sostenere – di un’impresa che operasse in diversi settori.

[4] Rispetto a questa questione, non ci sentiamo di sostenere l’ipotesi che Parigi, associato al nome Bröse, possa indicare il luogo di ideazione e Vienna il luogo di produzione.

Agosto 2025

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