Pace con Crocifissione tra Toscana e Veneto
della Redazione di Antiqua
Nel 2011, Francesco Rossi, uno dei massimi esperti di placchette, pubblica una pace con Crocifissione della collezione Scaglia [Figura 1], attribuendola per ragioni stilistiche a Nicolò di Forzore Spinelli, detto Nicolò Fiorentino (1430-1513). Si conferma quindi un parere espresso da Wilhelm Bode nel 1904 (Bode 1904 p. 53) a proposito di un esemplare della collezione dell’antiquario Michelangelo Guggenheim in cui compariva la firma NICOLO.M.FLOR.FECIT, attualmente conservato, sempre a Venezia, nel locale Museo Archeologico, inv, 108 (Rossi 2011, rif. II.8, p147, scheda pp. 86-87, tav. XVIII).

Figura 1. Nicolò Fiorentino (attr.). Crocifissione, bronzo, già Collezione Scaglia, Milano (ora presso l’Accademia Carrara di Bergamo).
Recentemente, Jeremy Warren, un altro gigante in materia, ha pubblicato una pace con Crocifissione del tutto simile collocandola nell’Italia del Nord, senza fornire particolari motivazioni visto che il contesto dell’articolo non lo richiedeva (Waren 2025). Vi si legge la scritta PAX-HV(I)C-DOMUI-ET-OMNES-HABIT e ADORAMUS*TE*CRIST* E/E*B. [Figura 2].

Figura 2. Italia del Nord, Crocifissione, bronzo, 1509, collezione privata.
Chi dei due ha ragione?
Procediamo con ordine.
Nel 2009, presso la casa d’aste Astarte, era stata presentata una pace con la stessa scena con un’attribuzione (non meglio giustificata) a Niccolò Fiorentino che Rossi, due anni dopo, avrebbe confermato [Figura 3].


Figura 3. Nicolò Fiorentino (attr.). Crocifissione, Astarte 30.10.2009 n. 492.
Quest’ultima è di estrema importanza perché la cornice è pressoché identica, compresa la scritta SANCTVS SALVAOR MONDI a quella di una pace raffigurante una Crocefissione – simile, ma non identica – pubblicata da Charles Avery nel catalogo di una prestigiosa collezione dispersa in asta da Christies a Londra nel 1985 e da lui classificata come Italia settentrionale della fine del XV secolo (Avery 1985 p. 31 n. 11) [Figura 4].

Figura 4. Italia del Nord, Crocifissione, fine XV secolo, Christie’s, Londra 1985.
Avery rimanda a una pace dove compare la medesima scritta, raffigurante una Pietà, già resa nota da Rossi nel 1974 nel catalogo del Museo Civico di Brescia, ritenendola di Scuola padovana del XVI secolo (Rossi 1975, n. 66 tav. 7) [Figura 5].

Figura 5. Scuola padovana, Pietà, Brescia, Musei Civici.
A supporto della provenienza veneta, Rossi cita proprio la cornice della pace della Crocifissione dell’Archeologico di Venezia (inv. 108), quella “firmata” Nicolò Fiorentino di cui si è detto sopra.
Un altro esempio, noto alla critica citata, è una pace già facente parte della Collezione Imbert raffigurante la Resurrezione del Moderno (Imbert-Morazzoni, n. 116 p. 56 Tav. XVII n. 3) [Figura 6].

Figura 6. Scuola padovana (da Moderno), Resurrezione, XVI secolo.
Si evidenzia la necessità di distinguere tra placchetta in senso stretto e cornice.
A questo proposito, la didascalia del catalogo Astarte contiene un’affermazione rilevante: “The ascription to Niccolò Spinelli, despite the frame of paduan relish, is confirmed by a specimen kept in the Venetian Archaeological Museum bearing the inscription: NICOLO.M.FLOR.FECIT” (L’attribuzione a Niccolò Spinelli, a dispetto della cornice di gusto padovano, è confermata da un esemplare conservato nel Museo Archeologico di Venezia recante la scritta NICOLO.M.FLOR.FECIT).
Quindi, una placchetta “fiorentina” all’interno di una cornice padovana?
Sembra proprio così, come dimostra il meccanismo di “montaggio” della pace che ci viene mostrato nel catalogo Astarte (vedi ancora Figura 3 a destra) e rivelato in modo ancora più esplicito da Warren nell’articolo pubblicato su Antiquanuovaserie nel 2025 (ivi Figure 2b e 2c).
Del resto, a proposito della pace della Collezione Scaglia, nel 2011 Rossi scrive testualmente: “Il riferimento allo Spinelli va comunque riferito alla sola figurazione della Crocefissione , escludendo la cornice di cui fa parte, nonostante che la fusione sia perfettamente solidale …”.
Pur ammettendo che l’idea della Crocifissione sia riferibile a Nicolò Fiorentino, si tratta di definire se si tratti di un originale toscano montato all’interno di una cornice veneta oppure di un manufatto di Scuola veneta tout court “tratto da” Nicolò Fiorentino, ipotesi per la quale propendiamo nella maggior parte dei casi.
Bibliografia citata
-W. Bode, Königliche Museen zu Berlin. Beschreibung der Bildwerke der Christlichen Epoche, II, Die Italianischen Bronzen, Berlino 1904.
-E. Imbert-G. Morazzoni, Le placchette italiane. Secolo XV-XIX, Alfieri, Milano 1941.
-F. Rossi, Musei Civici di Brescia. Placchette. Secoli XV-XIX, Neri Pozza, Vicenza 1974.
-C. Avery, Plaquettes, Medals and Relief from the collection L, Christie’s, London 1985.
-F. Rossi Francesco, La collezione Mario Scaglia. Placchette, Lubrina, Bergamo 2011.
-J. Warren, Una pace per il Vescovo di Monopoli, Antiquanuovaserie, maggio 2025 [Leggi].
Agosto 2026
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