Placchetta in bronzo di Paride ed Enone da Cornelis van Haarlem
della Redazione di Antiqua
Le ricerche sull’iconografia di Paride ed Enone, in relazione a una placchetta tedesca della fine del XVI secolo di significato incerto (nota 1), ci ha fatto intercettare una placchetta che li raffigura indiscutibilmente. La placchetta si trova a Berlino al Museo Bode dove viene attribuita a Georg Lorenz Gaap I (1622-1707) attivo ad Augsburg [Figura 1, nota 2].

Figura 1. Georg Lorenz Gaap I (attr.), Paride ed Enone, bronzo dorato, 1691, Berlino, Museo Bode, fonte wikimedia.
Le notizie che è stato possibile raccogliere in rete sull’autore sono veramente scarse, riconducibili al fatto che fosse un orafo (nota 3).
Esercitavano la stessa attività, probabilmente anch’essi ad Augsburg, un Georg Lorenz Gaap II (1669 – 1745), al quale si deve un rilievo in argento raffigurante Sant’Uberto, conservato nella Sala del tesoro della Residenza di Monaco di Baviera [Figura 2, nota 4] e un Georg Lorenz Gaap III di cui si sa che è morto nel 1764 (nota 5).

Figura 2. Georg Lorenz Gaap II, Sant’Uberto, argento, 1708-1710 circa, Monaco di Baviera, Residenza, Sala del tesoro.
Di Georg Lorenz Gaap I non sono note altre placchette, ma doveva essergli nota la produzione di Augsburg come alcuni confronti rendono plausibile, in particolare con una placchetta raffigurante la Carità, attribuita a un artefice noto come il maestro delle virtù cardinali, attivo nella città bavarese circa cent’anni prima [Figura 3].

Figura 3. Maestro delle virtù cardinali, La Carità, bronzo, Augsburg, fine XVI secolo, Bange 1923 p. 121 n. 1513 tav. 25.
Il suo nome compare come dedicatario di una serie di 16 tavole di disegni di gioielli nello stile di Morrison, realizzati da David Baumann (16..-1698) e incisi da Joseph Friedrich Leopold (1688-1726) [Figura 4, nota 6].

Figura 4. David Baumann (inv.) e Joseph Friedrich (inc.), motivo per oreficeria, incisione cm. 17,5 x 26, fonte INHA.
Non meno interessante è la fonte da cui la placchetta è tratta.
Si tratta di un’incisione di Jan Saenredam (1565-1607) [Figura 5], tratta da un dipinto di Cornelis Cornelisz van Haarlem (1562-1638), olandesi entrambi (nota 7).

Figura 5. Jan Saenredam (da Cornelis Cornelisz van Haarlem), Paride ed Enone, incisione, cm. 27,4 x 33,4, edita da Jaques Razet, Amsterdam 1600 circa, Edimburgo, National Gallery of Scotland, inv. P 7170.
Alla “coppia” costituita da Cornelis Cornelisz van Haarlem (pittore, inventore) e da Jan Saenredam (incisore) si deve una stampa molto simile, pubblicata ad Amsterdam da Iann Ianβonius, ossia Johannes Janssonius (1588-1664), raffigurante però Vertmno e Pomona, [Figura 6].

Figura 6. Jan Saenredam (da Cornelis Cornelisz van Haarlem), Vertmno e Pomona, incisione, edita da Johannes Janssonius, Amsterdam 1601, fonte Alamy.
Dell’incisione da cui è stata tratta la placchetta di Figura 1, si conosce una versione identica, in controparte, eseguita dall’incisore olandese Iustus Sadeler (1583-1620) [Figura 7].

Figura 7. Iustus Sadeler (da Cornelis Cornelisz van Haarlem), Paride ed Enone, incisione, cm. 17,4 x 21,8, Milano, Raccolta Bertarelli, inv. RC.13089.
La scheda SIRBeC relativa all’esemplare della Bertarelli (vedi Figura 7), così come quella, ad esempio, dell’esemplare conservato a Londra presso il British Museum (inv. 1937,0915.382), non fa alcun riferimento alla derivazione da un dipinto di Cornelis Cornelisz van Haarlem.
Non è stato possibile rintracciare questo dipinto, almeno nella versione alla quale le incisioni si possono sovrapporre. Un dipinto raffigurante il medesimo soggetto, datato al 1616, quindi di epoca posteriore a quella delle incisioni, si conserva presso il Worcester Art Museum a Worcester nel Massachusetts [Figura 8].

Figura 8. Cornelis Cornelisz van Haarlem, Paride ed Enone, olio su tela, 1616, Worcester (MA), Worcester Art Museum.
NOTE
[1] Si rimanda all’articolo German plaquette from the late 16th century depicting an unidentified “Love Scene” (maggio 2026) [Leggi]; vedi anche Marte o Paride, Venere o Enone in un’incisione del 1551 di Heirich Aldegrever (luglio 2026) [Leggi].
[2] Più precisamente, risulta esposta nella sala 225 del museo berlinese dove è inventariata con il n. 8335, acquisita nel 1924, dono di Arthur Goldschmidt [Figura A].

Figura A. Targhetta del Museo Bode (fonte kunstbeziehung.de).
[3] Si rimanda al sito deutsche-biographie.de, ad vocem [Vedi]. Vedi anche successiva nota 6.
[4] Si rimanda al sito deutsche-biographie.de, ad vocem Si rimanda al sito deutsche-biographie.de, ad vocem [Vedi].
[5] Si rimanda al sito deutsche-biographie.de, ad voce [Vedi].
[6] La dedica si legge al centro dell’incisione di Figura 4 e recita: “Dem Wol Ehrnuestern Wolfürnemen Fürsichtigen und Wolweisen Herrn Georg Lorentz Gaap dess Innern Rath und regieren den Ampts Bürgermeister in Augspurg, Seinem Hochgeehrte Herrn und Patronen übergibt …” (Al signor Georg Lorentz Gaap, onorevole, prudente e saggio, membro del Consiglio Interno e sindaco di Augusta, donato al suo stimatissimo signore e mecenate …). Da ciò si può dedurre che Georg Lorenz Gaap I rivestisse anche importanti cariche politiche; che si tratti del nostro lo si deduce dalla coincidenza delle date di nascita e morte indicate nel sito dell’Institut national d’histoire de l’art (INHA) di Parigi [Vedi].
[7] In basso a destra compare la scritta “J. Razet divulg.” che si riferisce a Jaques Razet, rinomato collezionista e mecenate olandese; notizie sul sito dell’Harvard Art Museum. Cambridge, Massachusetts, a proposito di un disegno di Abraham Bloemaert [Vedi].
Bibliografia citata
Ernst Friedrich Bange, Die bildwerke des Deutsche Museums. Die bildwerke in bronze und in anderen metallen arbeiten in perlmutter und wachs geschnittene steine, Vol. II, Druck Und Verlag Von Walter De Gruyter & Co., Berlin und Leipzig 1923.
Agosto 2026
© Riproduzione riservata