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Giugno 2021


Segnalazione

Nei giorni 5 e 6 maggio 2021 l’ASGP (Alta Scuola Federico Stella per la Giustizia Penale presso l’Università Cattolica di Milano https://asgp.unicatt.it/ ) ha organizzato un convegno internazionale on line dal titolo ‘Questo è stato’: arte, memoria, riparazione. L’accidentato cammino di attuazione dei Principi di Washington in Europa, con il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano, della Comunità Ebraica di Milano, del Memoriale della Shoah di Milano, in collaborazione con l’Art-Law Centre, Faculty of Law, Université de Genève
La Conferenza di Washington si è svolta nel 1998 con la partecipazione dei rappresentanti di 44 paesi e di 13 organizzazioni non governative e ha approvato undici principi allo scopo di favorire la restituzione delle opere d’arte sottratte agli ebrei dai nazisti e dai loro alleati.
Auspichiamo che il convegno Arte, memoria e riparazione possa contribuire a una maggiore consapevolezza del pubblico italiano.
L’Italia, infatti, è invece rimasta sostanzialmente inerte fino a oggi. Nel luglio 2020, a circa un anno dal primo annuncio, è stato finalmente costituito, presso il Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali del Ministero dei Beni Culturali, un tavolo di lavoro per lo studio e la ricerca sui beni culturali sottratti in Italia agli ebrei tra il 1938 e il 1945, composto da sette membri incaricati di “svolgere attività di ricognizione, ricerca e individuazione dei beni culturali sottratti alla comunità ebraica e ai singoli cittadini ebrei nel periodo delle persecuzioni razziali” e aventi facoltà di consultare esperti esterni, ma senza dotazione di fondi.

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Nicolas Poussin, Loth avec ses deux filles lui servant à boire, recentemente recuperato dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Monza e restituito ai legittimi proprietari, eredi di una famiglia ebraica alla quale era stato sottratto dai nazisti durante l’occupazione tedesca di Poitiers nel 1944.

Alcuni link di approfondimento:
Commissione per la ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività di acquisizione dei beni dei cittadini ebrei da parte di organismi pubblici e privati – Rapporto generale: https://web.archive.org/web/20190331192831/http://presidenza.governo.it/DICA/7_ARCHIVIO_STORICO/beni_ebraici/index.html
Sezione della relazione specificamente dedicata ai beni culturali: https://web.archive.org/web/20190322081446/http://presidenza.governo.it/DICA/beni_ebraici/PAG143_162.pdf
Video di Sabina Fedeli:  https://www.youtube.com/watch?v=3ZbZjTeGt64
German Lost Art Foundation – Help Desk: https://www.kulturgutverluste.de/Webs/EN/HelpDesk/Index.html
V&A, Concealed Histories: Uncovering the Story of Nazi Looting: https://www.theartnewspaper.com/gallery/8-jewish-owned-objects-from-the-v-and-a-s-collection-with-unclear-provenance

Pace tra Israele e Palestina!

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Immagine estrapolata dal video della canzone Il mostro che hai dentro di Dongo D.

Recensione

Giovanna Perini Folesani, Il soggiorno romano di Peter Scheemakers (1728-1730), Olschki, Firenze 2021.

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Confesso di non aver mai sentito finora nominare Peter Scheemakers (1691-1781), scultore fiammingo di religione cattolica attivo a Londra.
La sua opera più famosa è il monumento a Shakespeare (1740), eseguito su disegno di William Kent (1685-1748) e collocato all’interno dell’Abbazia di Westminster, così famoso, almeno in Gran Bretagna, da essere riprodotto in una serie di oggetti come quelli in ceramica dello Staffordshire che mostro qui di seguito (tutti databili tra XVIII e XIX secolo), anche se non hanno nulla a che vedere con il libro di cui mi appresto a parlare.

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Il libro tratta di un taccuino di disegni eseguiti da Peter Scheemakers durante il suo soggiorno romano tra il 1728 e il 1728, raffiguranti copie di sculture sia classiche sia barocche.
Le premesse non sono incoraggianti: uno scultore poco noto, di non particolare talento (viene definito un “pollo”, tuttalpiù una cicogna, quando si confronta con l’aquila Algardi) che copia una serie di monumenti romani durante un breve soggiorno.
Ebbene, il libro è avvincente.
L’autrice Giovanna Perini Folesani scrive benissimo, dimostrando come si possa dire molto e bene avendo a disposizione un argomento “minimo”, mentre si può essere noiosi in modo micidiale trattando argomenti di interesse e respiro maggiore.
Non sappiamo quanti dei contenuti espressi siano mutuati da precedenti lavori di Ingrid Roscoe sul medesimo artista, ma sicuramente il lavoro di analisi della Perini Folesani è cospicuo, stando all’imponente bibliografia citata nelle note e a una serie di considerazioni sicuramente originali.
La scrittura, dicevamo, è decisamente brillante e, di tanto in tanto, inaspettatamente, infarcita di giochi di parole (tràdito-tradìto) e sottili doppi sensi (il paradosso di uno scultore “senza spessore”), ma gli spunti offerti sono tanti: la Roma vista con gli occhi di un visitatore “inglese”, il collezionismo d’opera d’arte archeologiche, la filosofia del restauro delle stesse, il difficile rapporto tra antico e moderno e altro.
Sono due le cose che mi hanno maggiormente colpito.
La prima è che gli artisti stranieri giungevano a Roma con un proprio back ground fatto di cultura autoctona, magari intrisa di un classicismo predigerito, per cui è come se cercassero delle conferme alle proprie idee, pur aprendosi alle nuove suggestioni.
La seconda, esportabile pari pari nel campo delle arti decorative, è come un elemento stilistico possa attecchire così fortemente in un ambito preciso da diventarne peculiare, pur derivando da altri contesti. Viene fatto l’esempio della piramide, talvolta a punta tronca o smussata, che compare in numerosi monumenti funerari settecenteschi britannici, al punto da essere considerata tipica di quelle latitudini, mentre la derivazione è italiana e in auge già in epoca barocca (Andrea Bardelli).

Segnalazione 2

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Manifattura Gobelins (da Raffaello), Cacciata di Eliodoro dal tempio, arazzo, XVIII secolo, cm 500 x 895, Parigi, Mobilier National (foto Isabelle Bideau).

Sul filo di Raffaello. Impresa e fortuna nell’arte dell’arazzo
mostra a cura di Anna Cerboni Baiardi e Nello Forti Grazzini
Galleria Nazionale delle Marche
Urbino, Palazzo Ducale
21 maggio – 12 settembre 2021
Catalogo Silvana Editoriale

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