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Maggio 2021


Recensione 1

Giuseppe Beretti, Giovanni Battista De Curtis, Iacobo Fiamengo e lo stipo manierista napoletano, 76 pagine formato 21 x 28, in-Opera edizioni, Milano 2020, euro 45,00.

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È il primo volume pubblicato da in Opera, un’esperienza nuova nel campo dell’arte: laboratorio di restauro, galleria d’arte, casa editrice e fucina di studi e ricerche. Il tutto ruota attorno a Giuseppe Beretti, restauratore e storico delle arti decorative, autore del presente volume.
La prima cosa che colpisce, avendo il libro tra le mani, è la cura editoriale, l’attenzione al carattere di stampa, all’impaginazione e alle figure alla quale ci aveva abituato Franco Maria Ricci.
Tuttavia, non è solo forma, c’è anche sostanza.
Dopo aver reso omaggio ad Alvar Gonzales Palacios, cui va il merito di aver attirato l’attenzione sugli stipi manieristi napoletani diversi anni or sono, il testo si dipana quasi come un racconto dal 1584 quando Teodoro De Voghel e Lorenzo Duca iniziano a realizzare gli armadi della Certosa di San Martino a Napoli intarsiati con legni policromi. A questi si collega l’attività di Iacobo Flamengo, il quale lavorerà nell’ultimo decennio del Cinquecento e all’inizio del secolo successivo accanto a Giovanni Battista De Curtis eseguendo numerosi stipi e altri mobili in ebano con tessere in avorio inciso.
Tra opere firmate e altre attendibilmente attribuite si giunge a comporre un quadro piuttosto completo e comunque ricco della loro produzione.

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Recensione 2

Renée Mulcahy, Messages of the Masters (Messaggi dei Maestri). The Secret Language of an Italian Brotherhood in Renaissance Art (Il linguaggio segreto di fratellanza e solidarietà nell’arte rinascimentale), edizione bilingue, 160 pagine formato 17 x 24, Polistampa, Firenze 2021, euro 25,00

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Dopo aver letto questo libro non potrete più guardare un dipinto come prima. Vedendo, ad esempio, un personaggio che incrocia le gambe vi chiederete se sta tentando di mantenersi in equilibrio o se nasconde qualcosa.
Quella di leggere e interpretare le opere d’arte antica attraverso la decodifica di simbologie nascoste che rimandano ad ambiti segreti è una tendenza relativamente nuova nella critica d’arte che si affianca all’iconologia più tradizionale.
Il progetto di Renée Mulcany è ambizioso perché si propone di rileggere i grandi maestri del Rinascimento attraverso alcuni dettagli disseminati in alcune parti delle loro opere.
Qui non si tratta di fornire un’interpretazione attraverso i richiami alle Scritture, bensì di collegare le opere e i loro autori ai complessi mondi della magia, dell’alchimia e delle scienze occulte. Le opere erano secretate proprio per evitare che gli autori fossero tacciati di eresie varie e incorressero negli strali della Chiesa.
I riferimenti sono quindi prevalentemente alle fonti pagane da cui gli umanisti attingevano a piene mani. L’appartenenza a società segrete, libere associazioni e logge si intreccia alla consapevolezza di far parte di un gruppo esclusivo di intellettuali che si esprime con linguaggio iniziatico.
Questi legami tra storia dell’arte e linguaggio esoterica sono spesso evocati in altri lavori di analisi critica, senza essere adeguatamente sondati oppure spiegati con una terminologia o riferimenti che presuppongono conoscenze storiche, scientifiche e filosofiche non alla portata di tutti.
Il merito della Mulcahy è di affrontare la questione con grande semplicità, con schede molto sintetiche, talvolta persino troppo telegrafiche, che attirano l’attenzione su circa 160 capolavori di pittura e scultura, spesso solo su alcuni dettagli degli stessi.
Spesso ci si limita a rilevare una postura o un gesto senza fornire spiegazioni e alcune affermazioni appaiono approssimative (*), ma il risultato complessivo è straordinario proprio perché induce a guardare le opere, anche quelle molto famose, nei dettagli per scoprire nuovi significati. Alcune osservazioni hanno veramente la capacità di sorprendere e scatta il desiderio di approfondire.

(*) Giusto perché è maggio, facciamo l’esempio della rosa, identificata come simbolo di segretezza trascurandone il più ampio significato; si veda un estratto di Spigolando tra le rose di C. Colafigli-M. Saudelli, Laser, Milano 1999 [vedi].

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