Sandro Bellesi, Filippo Tarchiani (1576-1645). Pittore fiorentino tra naturalismo e caravaggismo, 240 pagine formato 31 x 24, Polistampa, Firenze 2026, euro 65,00.
Che Filippo Tarchiani (Firenze 1576-1645) non sia stato un “fenomeno” lo si intuisce già dall’azzeccato titolo dell’introduzione dove di parla di “sfortuna” critica dell’autore, confermata da quanto dice di lui Mina Gregori che lo definisce “vivace ma sfortunato pittore senza fama” come riportato nell’introduzione medesima.
Si tratta di uno dei tanti onesti professionisti che hanno lavorato in Toscana tra XVI e XVII secolo, coniugando talvolta la tradizione rinascimentale locale con le novità introdotte da Caravaggio.
Ciò che colpisce positivamente è la struttura pressoché perfetta del volume che ne fa risaltare i contenuti curati da uno storico dell’arte del calibro di Sandro Bellesi.
Dopo l’introduzione di cui si è detto, si apre un lungo capitolo (pp. 11-54) dedicato alla sua biografia in cui si intrecciano vita e carriera, perfettamente inserite nel contesto del tempo e dei luoghi, anche attraverso i rapporti con altri artisti.
Interessanti i riferimenti evidenziati per alcune sue opere – ad esempio l’Ercole in bronzo del Giambologna del Bargello e l’Alessandro morente in marmo degli Uffizi per la Lapidazione di Santo Stefano (cat. n. 33) – così come la breve analisi della sua attività di pittore di cartoni per la manifattura di arazzi medicea.
La vera ricchezza del volume sta nel catalogo dei dipinti (pp. 55-220) in cui, come precisa una nota, “… sono state inserite solo le opere documentate o attribuite all‘artista in modo convincente”.
Si tratta di 76 opere ciascuna delle quali schedate, di cui la maggior parte – inclusi gli affreschi – conservate in chiese ed edifici pubblici. Accanto ad esse, 17 opere appartenenti a importanti musei e una ventina in collezioni private.
È proprio il collezionismo privato, ancor più che i musei, a trarre il massimo vantaggio da pubblicazioni come questa che, da un lato, rimettono ordine nelle attribuzioni, dall’altro costituiscono un insostituibile materiale per confronti e nuove scoperte.
L’Apparato documentario che chiude il volume (pp. 221-238) contiene una biografia sintetica di Filippo Tarchiani, la bibliografia e l’indispensabile indice dei nomi.
