Secretaire intarsiato firmato Pietro e Bernardino Rosani 1857

di Andrea Bardelli

E’ comparso sul mercato un secretaire di grande interesse per la storia del mobile perché reca la firma di Pietro e Bernadino Rosani e la data 1857 [Figura 1].

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Figura 1 e ss. Pietro e Bernardino Rosani, secretaire, 1857, cm. 90 x 55, alt. 165, mercato antiquario (Telearte art. 244).

Si tratta di un mobile “ritardatario” che combina le forme tipiche dello stile Impero con un decoro neoclassico che caratterizza la mobilia lombarda tra Sette e Ottocento.

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L’attenzione viene attirata dal pannello intarsiato che occupa l’intero piano dell’anta ribaltabile quando è chiusa, raffigurante l’interno di un palazzo signorile.

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Il mobile viene laconicamente presentato in rete come “secretaire antico bresciano firmato 1857” e solo visionando un filmato si vedono le iniziali dei Rosani e la data, intarsiate all’interno del pannello, ossia una P e una B affiancate, una R poco sotto e 1857 alla base degli stipiti a colonna di una porta.

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Nel filmato si vede anche una complessa scritta su carta.

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La scritta completa (nota 1), recita:

(r)ep. n. 79)
Barone Federico De Burger
Mobile Impero Segretario a 4 cassetti
e due colonne con calatoia. Decorazione sul fronte
anta con scene d’interno di Maniero con guardie-
stemmi nobiliari.
Eseguito a Brescia marzo 1855 presso
“Officina Pietro e Bernardino Rosoni [sic],
Chiari agosto 1856.
Compensato con 8 zecchini d’oro
2 “ “ per 4 sedie
2 “ “ per 4 poltrone
1 “ “ tavolino da gioco
1 “ “ mob. servante
1 “ “ piccolo scrittoio
Propieta [sic] Barone Federico de Burger
Luogotente [sic] S.M.I.[R.A. di] Lombardia.

Il Barone Federico de Burger, ovvero Friedrich Moritz von Burger [Figura 2] è un personaggio storico di cui si hanno numerose notizie (nota 2); amico personale dell’imperatore Francesco Giuseppe, intraprese una brillante carriera politica che lo condusse tra il 1857 e il 1859 a ricoprire la carica di Governatore di Milano, allora capitale del Regno Lombardo Veneto.

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Figura 2. Josef Kriehuber, Ritratto di Friedrich Moritz von Burger, litografia, 1851.

Sebbene la trascrizione della scritta riveli che il secretaire ebbe una lunga gestazione dal 1855 e il 1857, data che compare intarsiata sul mobile, è probabile che esso celebri proprio la nomina di Friedrich von Burger a Governatore o meglio, come si legge nella scritta medesima, a Luogotenente di Sua Maestà Imperiale Eeale Apostolica (S.M.I.R.A.) di Lombardia.

Mi risulta che questo sia uno dei rari esempi, forse addirittura l’unico, di mobili eseguiti dai Rosani che siano stati pubblicati.
La loro attività è per altro nota.
Ne parla il Finocchietti nel suo lavoro intitolato Della scultura e tarsia in legno dagli antichi ad oggi e pubblicato nel 1873 (nota 3), definendo i Rosani, senza specificarne i nomi propri, come artefici della tarsia molto abili e quotati sia in patria, sia all’estero grazie alle Esposizioni universali di Londra (1851) e Parigi (1855), dove ebbero modi di farsi notare e furono premiati.
Dei Rosani si è occupato più di recente lo studioso Sergio Onger dell’Ateneo di Brescia in una conferenza intitolata Inventori e invenzioni a Brescia nell’età della Restaurazione, tenutasi il 9 febbraio 2007 (nota 4).
Apprendiamo che Bernardo nacque a Gargnano (Bs) nel 1828 e nel 1836 si trasferì con il fratello Pietro a Brescia dove “divennero affermati intarsiatori e fabbricanti di mobili”.
Nel 1844 a Bernardo fu loro assegnato un premio dall’Ateneo di Brescia per un armadio e un piano di tavolo lavorati a tarsia. L’anno successivo ricevettero dallo stesso Ateneo un premio per aver inventato un macchinario capace di eseguire tarsie e, nell’ambito dell’Esposizione di Milano, la medaglia d’argento per un armadio e un tavolo.
All’Esposizione di Londra del 1851 partecipò il solo Pietro, il quale nel 1852 espose anche a Venezia meritando una medaglia d’argento.
All’esposizione di Parigi, invece, parteciparono entrambi i fratelli presentando un tavolino intarsiato a mosaico premiato con la medaglia di prima classe, esibito anche nell’Esposizione di Milano del 1857. Nel 1861 furono nuovamente premiati nel corso dell’Esposizione nazionale di Firenze.
Attorno alla metà degli anni Sessanta dell’Ottocento il loro laboratorio artigianale contava 42 dipendenti e nel 1863 Pietro impiantò una fabbrica per la produzione di “ventagli d’uso ordinario” impiegando circa 80 persone tra uomini e donne.
Nel 1864, nell’ambito dell’Esposizione agraria e industriale di Brescia, i Rosani ricevettero una medaglia di bronzo per “ un piedestallo da tavola intagliato; per migliorata applicazione de’ legni colorati nei lavori di tarsia; e nella fabbricazione di stuoie a colori per finestre, nuova nella nostra provincia”.
Bernardo morì a Brescia nel 1891 nel quartiere allora suburbano di San Bartolomeo.

In un successivo lavoro del 2010 dedicato alle esposizioni industriali, Onger si limita a riprendere la partecipazione dei Rosani alle Esposizione di Londra e Parigi (nota 5).
Poco prima, tuttavia, l’autore parla della ferrovia Milano Venezia, concepita nel 1836 e realizzata a tratti. Nel 1846 esisteva solo il collegamento tra Milano e Treviglio e tra Venezia e Vicenza; nel 1849 fu attivato il servizio tra Venezia e Verona e solo nel 1854 fu inaugurata la tratta Verona-Brescia-Coccaglio (Bs). Nel 1857, terminato il tratto tra Treviglio e Coccaglio passando per Bergamo, Milano e Venezia furono finalmente congiunte.

Perché accenniamo a questo fatto?

Perché un’altra fonte racconta che dal 1854 al 1856 il percorso tra Treviglio e Coccaglio, ultimato come detto sopra solo nel 1857, veniva percorso a mezzo di diligenze. Tra i pochi che poterono beneficiare di una carrozza personale ci fu proprio il nostro barone Friedrich von Burger, il quale in data 2 settembre 1856, per 76 lire, prenotò una “corsa separata”(nota 6).

NOTE

[1] La scritta è redatta con una grafia e uno stile insolitamente “moderni”, ma non si hanno ragioni per dubitare della sua autenticità.

[2] Wikipedia, ad vocem  [https://it.m.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Moritz_von_Burger].

[3] Demetrio Carlo Finocchietti, Della scultura e tarsia in legno dagli antichi ad oggi. Notizie storico monografiche, Tipografia Barbera, Firenze 1873, p. 210 e p. 222.

[4] Sergio Onger, Inventori e invenzioni a Brescia nell’età della Restaurazione, p. 133-134 e relative note, pubblicata in https://www.yumpu.com/it/document/read/18807430/innovazionepdf-bolbusiness.

[5] Sergio Onger, Verso la modernità. I bresciani e le esposizioni industriali 1800-1915, FrancoAngeli, Milano 2010, p. 99.

[6] Storie di Posta, n. 12, C.I.F. Srl-Unificato, Milano 2015.

1 Luglio 2020 © riproduzione riservata