Stucco raffigurante una Pietà da Taddeo Zuccari

della Redazione di Antiqua

Di recente acquisizione da parte di una collezione privata lombarda è una formella in stucco raffigurante un Cristo in pietà con angeli [Figura 1].

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Figura 1. Cristo in pietà con angeli, stucco, cm. 20 x 13, collezione privata.

Lo stucco è la trasposizione non pedissequa del Cristo in pietà con Angeli di Taddeo Zuccari (1529-1566), di cui mostriamo l’esemplare passato in asta presso Hampel nel 2002 [Figura 2].

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Figura 2. Taddeo Zuccari, Cristo in pietà con angeli, stucco, olio su tavola cm. 212 x 155, Hampel 8.12.2022 n. 138.

Questo dipinto si trovava in precedenza dal 1760 presso palazzo Vitelleschi a Labro (Ri) per poi far perdere le sue tracce a fine Ottocento e ricomparire nella collezione Marco Datrino a Torre Canavese (To) dove è stato riconosciuto come l’opera di Taddeo Zuccari eseguita a Roma prima del 1563 per il palazzo Farnese di Caprarola (Vt) e forse rimasta incompiuta (nota 1).
La versione più celebre è però quella della Collezione Farnese, probabilmente realizzata da Federico Zuccari (1539-1609) tra il 1566 e il 1569, sempre per il cardinale Farnese, forse in sostituzione di quella di Taddeo mai giunta al suo committente [Figura 3].

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Figura 3. Federico Zuccari, Cristo in pietà con angeli, olio su tela cm. 232 x 142, Roma, Galleria Borghese inv. 398.

Dello stesso Federico si ricorda la versione ad affresco per la cappella del palazzo di Caprarola [Figura 4].

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Figura 4. Federico Zuccari, Cristo in pietà con angeli, affresco, Caprarola (Vt), Palazzo Farnese, Cappella.

La scheda della Fondazione Zeri (vedi ancora nota 1) segnala come riferimento anche la Pietà attribuita a Federico che si trova nella Cattedrale di S. Terenzio a Pesaro (catalogo della mostra Federico Zuccari e Dante a cura di Corrado Gizzi, Milano, Electa, 1993, p. 321) che non è stato possibile rintracciare. La cita (ubicata nella sacrestia del Duomo di Pesaro) anche la scheda di una variante dipinta da Francesco Boniforti (1594-post 1671), conservata nelle collezioni di Palazzo Bonacorsi a Macerata [Figura 5].

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Figura 5. Francesco Boniforti, Cristo in pietà con angeli, olio su tela cm. 210 x 156, Macerata, Museo di Palazzo Bonaccorsi inv. 8.

Infine, la stessa scheda delle collezioni maceratesi cita anche una replica/variante conservata presso la Galleria nazionale delle Marche a Urbino (proveniente dalla Chiesa della locale chiesa del Crocifisso) [Figura 6] e una presso il Museo Nazionale di Budapest che abbiamo verificato trattarsi di un disegno (nota 2).

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Figura 6. Federico Zuccari, Cristo in pietà con angeli, olio su tela cm. 283 x 122, post 1566, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.

Le dimensioni dello stucco da cui siamo partiti fanno pensare a una placchetta in bronzo.
Non è nota alcuna versione di questo soggetto formato placchetta, ma possiamo segnalare almeno due esempi di placchette tratte da invenzioni di Taddeo Zuccari
La prima placchetta, raffigurante un Compianto, è già stata oggetto di studio (nota 3). Ne mostriamo un esemplare appartenente alla collezione Scaglia [Figura 7], accanto a un’incisione di Cherubino Alberti (1553-1615) allievo di Cornelis Cort a Roma [Figura 8].

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Figura 7. Compianto, bronzo dorato, cm. 10,9 x 7,72, Italia centrale, seconda metà del XVI secolo, Collezione Scaglia p194.

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Figura 8. Alberti Cherubino (da Taddeo Zuccari), Compianto, incisione, cm. 39,6 x 25,8 (fonte Calcografica.it).

La seconda placchetta, di artefice ancora anonimo e raffigurante la Sacra famiglia [Figura 9], non presenta alcun legame stilistico con la precedente, ma riproduce – in questo caso più fedelmente – un’incisione basata su un’invenzione di Taddeo Zuccari, qui nella versione, ancora una volta, di Cherubino Alberti [Figura 10].

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Figura 9. Sacra Famiglia, piombo patinato rame, cm. 16,4 x 15,7, Pandolfini 4-11.6. 2026 n. 144 (ivi attribuita ad artefice dell’Italia settentrionale del XVI secolo).

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Figura 8. Alberti Cherubino (da Taddeo Zuccari), Sacra Famiglia, incisione, cm. 27,9 x 21,16 (fonte Calcografica.it)

Tornando alla formella in stucco, data la fortuna incontrata nel campo delle placchette dalle idee di Taddeo Zuccari, è possibile che essa costituisca un modello destinato a una successiva fusione in bronzo, sebbene non sia noto alcun esemplare di placchetta, né versioni incise di questo specifico soggetto. Sotto il profilo cronologico, si ritiene plausibile una datazione dello stucco alla seconda metà del XVI secolo.

NOTE

[1] Si veda la scheda ICCD14325176 redatta nel 2020 quando l’opera era ancora a Torre Canavese [Vedi] e la scheda della Fondazione Zeri (che la segnala a Tore Canavese presso un non meglio identificato Tazzoli) [Vedi].

[2] [Vedi] [3] Si rimanda all’articolo Placchetta in bronzo raffigurante il compianto sul Cristo morto (aprile 2015) [Leggi].

Ottobre 2026

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