Il pittore Vincenzo Valtrati o Vincent Waldré
della Redazione di Antiqua
La lettura di un libro estraneo al mondo dell’arte in senso stretto offre talvolta lo spunto per fare l’incontro con artisti più o meno noti. È il caso di un thriller fantapolitico scritto nel 1979 da Frederick Forsyth (1938-2025) dal titolo The Devil’s Alternative, ambientato nei primi anni Ottanta, un futuro allora prossimo. Nella prima edizione degli Oscar Mondadori (1980, titolo L’alternativa del diavolo), a pagina p. 222, si parla di un “… magnifico soffitto affrescato nel 1778 da Vincent Waldre …” dove si deve sottoscrivere un immaginario Trattato di Dublino tra russi e americani nel 1983.
Non conoscendo il pittore Vincent Waldré, suggestionati dall’ipotesi che si trattasse di un nome inventato come il contesto in cui si svolge buona parte delle vicende trattate nel libro, abbiamo condotto alcune ricerche.
È stato possibile verificare rapidamente che si sta parlando di Vincenzo Valdrati, meglio conosciuto come Vincenzo Valdrè, a volte inglesizzato Vincent Waldré e anche soprannominato il Faenza o il Faentino (Faenza 1742-Dublino 1814) [Figura 1, nota 1].

Figura 1. William Cuming (1769-1852), Ritratto di Vincent Waldré, 1800, olio su tela cm. 91 x 70, Dublino, Galleria Nazionale d’Irlanda inv. NGI.4047.
Un suo dipinto su tela raffigurante un satiro addormentato è passato in asta da Wannenes nel marzo 2022, corredato da una perizia di Giovanni Godi da cui è presumibile sia tratta la nutrita scheda in catalogo che riproduciamo in modo integrale, arricchendola di alcune immagini [Figura 2, nota 2].

Figura 2. Vincenzo Valdrati O Valdrè, Sileno addormentato in un antro e legato con ghirlande da satiretti, 1765, bozzetto, olio su tela cm 43 x 65,5, Wannenes 15.3. 2022 n. 230.
“Nato a Faenza, l’artista si trasferì a Parma in giovane età quando il padre fu nominato guardarobiere dell’Infante Don Filippo e la sua prima formazione si svolse all’Accademia con Giuseppe Baldrighi e nel 1767, il Duca lo fece accogliere all’Accademia di Francia a Roma. La tela in esame il cui soggetto si ispira alla VI Egloga di Virgilio è la prima opera nota del pittore, la cui genesi fu dettata dalla partecipazione al concorso di Pittura bandito dall’Accademia di Parma nel 1765. Agli aspiranti era chiesto di raffigurare Sileno ebbro addormentato in un antro, incatenato con ghirlande di fiori da Cromi, Mnasilo e dalla bella naiade Egle. Come da prassi, Valdrè realizzò questo modelletto preparatorio e l’opera finita vinse il primo premio ed è oggi conservata alla Galleria Nazionale di Parma (Olio su tela, cm 93 x 137, cfr. Culatti, 2000) [Figura 3].

Figura 2. Vincenzo Valdrati O Valdrè, Sileno addormentato in un antro e legato con ghirlande da satiretti, 1765, olio su tela cm 93 x 137, Parma, Galleria Nazionale inv. 550.
Il concorso del 1765 era patrocinato dal ministro Du Tillot e messo a punto dal segretario dell’Accademia Carlo Innocenzo Frugoni e il tema, squisitamente arcadico, alludeva alla rinascita di un’età aurea sotto la dinastia borbonica. Ai medesimi anni, infatti, si deve un gruppo scultoreo d’analogo soggetto realizzato dallo scultore Jean-Baptiste Boudard (1710 circa – 1786) destinato al Parco Ducale progettato dall’architetto Pierre Contant d’Ivry (cfr: F. Barocelli, Jean-Baptiste Boudard (1710-1768), Milano, 1990). Nell’opera di Valdrè, come indicato dalla Culatti, percepiamo la medesima ‘serena e giocosa favola pastorale’ e vi si colgono citazioni puntuali dalle sculture, come il volto del Sileno o la posa di Egle. Il volto della naiade deriva invece da Boucher, maestro di Baldrighi, mentre le graziose ghirlande floreali e la gamma cromatica si rifanno al Ferrari. La difficoltà di Valdrè nell’adeguarsi a queste cadenze rococò si evidenzia nella mancanza di vivacità della narrazione, concentrata esclusivamente sulle figure colte in pose poco animate. Vivacità che invece troviamo nel bozzetto preparatorio dell’opera qui esaminato, contraddistinto ‘da una pennellata veloce e compendiaria’ (cfr. Culatti 2000- Cirillo, 1995, p. 65). Come detto, la vittoria del Concorso del 1765 valse al pittore l’accoglienza all’Accademia di Francia e nel 1772 il trasferimento a Parigi presso il suo protettore, il Du Tillot (Cirillo, 1995, p. 62). Successivamente, nel 1774 Valdrè si recherà in Inghilterra al servizio del marchese di Buckingham, per il quale decorò le ville di Stowe [Figura 4] e di Avington Park e quando questi venne eletto Lord Luogotenente d’Irlanda nel 1787 si trasferì a Dublino (Croft-Murray, 1957, pp. 47-53)”.

Figura 4. Vincenzo Valdrè, detto Vincent Waldrè, Danza delle ore, 1781, olio su tela, cm. 200 x 200, Stowe House (Buckinghamshire), sala della musica, pannello centrale del soffitto, inv. SHPT.4.
Altre notizie sono su Vincenzo Valdré sono contenute nel catalogo di un’asta Christie’s a Londra nel 2009 in cui è passato un suo dipinto con protagonista Minerva [Figura 5].

Figura 5. Vincenzo Valdrè, detto Vincent Waldrè, Minerva protettrice delle arti, olio su tavola cm. 87 x 142,3, Christie’s Londra 7.5.2009 n. 172, già collezione Edward A. McGuire, Newtown Park House, Dublino.
Vi si legge che Valdré “… è celebre soprattutto per aver dipinto il soffitto della Saint Patrick’s Hall al Castello di Dublino [Figura 6, nota 3]; il relativo bozzetto è inserito come piano di un tavolo nella Sala del Consiglio della Royal Dublin Society (Crookshank & Glin, op. cit. 2002, p. 175). Le decorazioni di gusto classico presenti nei pennacchi attorno alla tela centrale del soffitto mostrano una spiccata somiglianza con quelle del dipinto in esame”.

Figura 6. Vincenzo Valdrè, detto Vincent Waldrè, soffitto della sala di San Patrizio (particolare), Dublino, Castello di Dublino (fonte digitalarchive.rds.ie).
A chi fosse sfuggito, quello della sala di San Patrizio – anche se dipinto su tela e non affrescato – è proprio il soffitto di cui parla Forsyth nel libro citato in apertura.
NOTE
[1] [Leggi].
[2] [Leggi].
[3] Come sopra già indicato, Vincenzo Valdrè si trasferisce a Dublino per seguire il marchese di Buckingham dopo la nomina di quest’ultimo a viceré d’Irlanda. Sull’epoca del marchese al Castello di Dublino vedi: Myles Campbell, St Patrick’s Day 1789: The ‘Fancy Ball’ at Dublin Castle [Leggi].
Bibliografia citata
-E. Croft-Murray, Un decorator Faentino in Inghilterra, Vincenzo Valdrati o Valdrè (1742-1814), in Studi Romagnoli, VIII, 1957.
-F. Barocelli, Jean-Baptiste Boudard (1710-1768), Milano, 1990.
-G. Cirillo, Valdré, Du Tillot e il bozzetto per il concorso accademico del 1765, in Parma per l’Arte, I, 1995, pp. 56-66.
-A. Fabbri, Un artista faentino in Inghilterra: Vincenzo Valdrè (1742-1814), in Romagna Arte e Storia, 49, 1997, pp. 47-53
-M. Culatti, in Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, a cura di L. Fornari Schianchi, Parma, 2000, pp. 147-148, n. 743.
-Crookshank & Glin, I pittori irlandesi, s.l. 2002, ad vocem.
-C. Travisonni, in Guglielmo du Tillot. Regista delle arti nell’età dei Lumi, catalogo della mostra a cura di G. Fiaccadori, A. Malinverni, C. Mambriani, Parma 2013 pp. 115-116.
Novembre 2026
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