Cassettone neoclassico di epoca e provenienza incerte

della Redazione di Antiqua

Esaminiamo un cassettone riccamente e vivacemente intarsiato di cui ci sono state inviate, a più riprese, alcune immagini [Figura 1].

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Figura 1. Cassettone intarsiato, collezione privata.

L’impianto rispetta lo stile Luigi XVI, ma il decoro e quanto di meno neoclassico si possa immaginare, incentrato su raffigurazioni di volatili, fiori e nastri e altri motivi compendiari che possono ricordare i mobili di gusto popolare prodotti nelle zone alpine [Figura 1a].

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Figura 1a. Particolare del cassettone di Figura 1.

Di fronte a un mobile del genere, le domande abituali circa epoca e provenienza sono particolarmente legittime.
Per quanto riguarda il primo aspetto, è stato possibile trovare un significativo e decisivo confronto con un cassettone del tutto simile, transitato sul mercato come manufatto della prima metà del XX secolo [Figura 2].

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Figura 2. Cassettone intarsiato, prima metà XX secolo, mercato antiquario.

L’impianto è del tutto simile con la fronte che presenta la medesima scandione a due cassetti; identico è anche il bordo del piano digradante verso l’esterno; solo la mazzetta delle gambe è diversa. Anche la costruzione dello schienale è sostanzialmente la stessa [Figure 1b e 2a].

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Figura 1b. Schienale del cassettone di Figura 1.

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Figura 2a. Schienale del cassettone di Figura 2.

Le due ulteriori immagini messe a confronto rivelano che i due mobili presentano pomelli assai simili; l’immagine ravvicinata consente anche di verificare che anche il tipo di intarsio e lo stesso [Figure 1c e 2b].

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Figura 1c. Pomello del cassettone di Figura 1.

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Figura 2b. Pomello del cassettone di Figura 2.

Per quanto riguarda i pomelli, la prova a conferma che entrambi i mobili siano da ricondurre a una fase avanzata del XX secolo è data dall’immagine del pomello smontato, relativo al cassettone di Figura 1, che è stato possibile ottenere successivamente. Il perno a vite che consente di fissarlo con un piccolo bullone non lascia dubbi in proposito [Figura 1d].

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Figura 1d. Pomello del cassettone di Figura 1 smontato.

Veniamo ora al non facile problema della provenienza.
Il concetto sopra espresso di “bordo del piano digradante verso l’esterno” si può meglio cogliere nelle due immagini successive che mettono a confronto il bordo del cassettone di Figura 2 a quello di un cassettone passato sul mercato come austriaco di inizio Ottocento [Figure 2c e 3].

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Figura 2c. Particolare del bordo del piano del cassettone di Figura 2.

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Figura 3. Particolare del bordo del piano di un cassettone, Austria, inizi XIX secolo, mercato antiquario.

Questa particolare conformazione del bordo si diffonde, a partire dall’Ottocento, nella maggior parte dei paesi appartenenti all’Impero austro-ungarico ed è proprio in uno di questi che va ricercata l’origine dei cassettoni in esame.
Tra le varie possibilità, mostriamo un cassettone di provenienza ungherese che, da un punto di vista morfologico, può essere utilizzato come termine di paragone. Bordo del piano a parte, si noti la presenza di due grandi cassetti e la scansione della fronte di ciascuno in due cartelle rettangolari laterali e una centrale [Figura 4].

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Figura 4. Cassettone intarsiato, Ungheria, fine XVIII secolo (?), mercato antiquario.

Il mobile di Figura 4 viene datato al 1780 circa e classificato in “stile Copf”, come viene definito, in Ungheria, uno stile di transizione tra Rococò e Neoclassicismo, fiorito tra il 1760 circa e l’inizio del XIX secolo. La traduzione dell’ungherese Coft in tedesco è Zopf (treccia) che si riferisce allo stile “Zopfstil”, una sorta di Neoclassicismo “alla tedesca” caratterizzato da ornamenti classici come ghirlande, festoni e nastri che troviamo anche nei primi due cassettoni messi a confronto.
Osservando come sono costruite le sponde dei cassetti del cassettone di Figura 1 e di quello di Figura 4, si può notare che gli incastri sono del tutto simili [Figure 1e 4a].

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Figura 1e. Particolare del fianco di un cassetto del cassettone di Figura 1.

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Figura 4a. Particolare del fianco di un cassetto del cassettone di Figura 4.

Pur considerando che questo tipo di costruzione è piuttosto comune (anche in Italia) e che le epoche dei due mobili sono diverse, si ha comunque la conferma di una certa coerenza anche sul piano tecnico dei mobili di cui alle Figure 1, 2 e 4.
Infine, con la prudenza e le riserve del caso, i decori con fiori, volatili, ecc. che caratterizzano soprattutto i primi due mobili considerati, pur appartenendo a un patrimonio universale di folklore popolare, sono rintracciabili nella produzione artigianale ungherese di varie epoche [Figura 5, nota 1].

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Figura 5. Ricamo, Ungheria, contea di Vas, XIX secolo.

NOTE

[1] Sono stati consultati: Edit Fél-Tamas Hofer-Klara K. Csillery, Hungarian peasant art (ing.), Corvina, Budapest 1969; Klara K. Csillery, Les Meubles paysans hongrois (fr.), Corvina, Budapest 1972.

Marzo 2026

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