Epoca e provenienza di un crocifisso in bronzo

della Redazione di Antiqua 

Un nostro visitatore ci racconta di aver acquistato in un mercatino, per 100 euro, un piccolo crocifisso “gotico” esposto su una bancarella specializzata in oggetti archeologici e di scavo [Figura 1 e 1bis].

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Figure 1 e 1bis. Crocifisso, bronzo, altezza cm. 11, collezione privata.

Riesce difficile pensare che in un mercatino, con tutto il rispetto, si possa acquistare un oggetto medioevale; tuttavia, lo stato di usura e la patina avevano creato la suggestione di trovarsi in presenza di un oggetto comunque molto antico. Come termine di confronto, mostriamo un crocifisso rinascimentale in bronzo dorato, proposto da Semenzato nel 2005 con una stima di 4.000-5.000 euro [Figura 2].

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Figura 2. Crocifisso, bronzo dorato, altezza cm. 15, Toscana, XV secolo, Semenzato 17 aprile 2005 n. 104.

Convinto di “aver fatto il colpo”, il nostro visitatore aveva sottoposto l’oggetto al parere di un esperto, il quale lo ha bollato come un esemplare moderno per il solo fatto che il corpo non si presentava pieno, bensì cavo sul retro.
Diciamo subito che il fatto che il corpo sia a tutto tondo non costituisce una condizione necessaria per definirlo antico e nemmeno sufficiente perché esistono numerosi esemplari realizzati in fusione piena in epoca moderna. Per contro, la forma cava è compatibile con un oggetto prodotto in alta epoca (nota 1).
Esaminando il crocifisso di Figura 1 da un punto di vista iconografico, sebbene la magrezza del corpo rimandi ai prototipi medioevali, il perizoma e l’accenno di panneggio svolazzante ci porta in epoca barocca. Si tratta di una semplificazione, tuttavia la stoffa che cinge i fianchi, in epoca medioevale, tende ad avere le caratteristiche di quella esemplificata nella Figura 2.
Nel prosieguo della ricerca abbiamo reperito l’immagine di un crocifisso del tutto simile, questa volta completo di croce, di sicura provenienza siciliana e databile al XVIII secolo [Figure 3 e 3bis].

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Figura 3 e 3bis. Crocifisso, bronzo dorato, altezza cm. 14, Sicilia, XVIII secolo, Milano, collezione privata (già Catania, collezione privata).

A conferma della provenienza siciliana, troviamo lo stesso terminale metallico all’estremità dei bracci della croce (evidenziato nelle immagini con un cerchio rosso) in un crocifisso in corallo di provenienza trapanese [Figura 4].

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Figura 4. Crocifisso (particolare), corallo, altezza cm. 17 (il solo corpo), Sicilia (Trapani), fine del XVII secolo, Bertolami, Londra 23 marzo 2017 n. 119.

Ancora più decisivo è il confronto con un altro crocifisso trapanese in cui il corpus è praticamente identico a quello in esame [Figure 5 e 5bis].

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Figura 5 e 5bis.  Crocifisso, bronzo dorato, Sicilia (Trapani), fine del XVII secolo, Art 28 novembre 2006 n. 45 (stima 1.000-1.500 euro).

In definitive, escludendone l’origine medioevale, possiamo ipotizzare per il nostro crocifisso una provenienza siciliana e una datazione tra il XVII e il XVIII secolo; tuttavia, dobbiamo registrare che si tratta di un modello replicato in molteplici occasioni per cui non possiamo escludere che alcuni esemplari possano essere stati realizzati in luoghi diversi e in epoche più recenti.
Siamo sempre riluttanti a fornire valutazioni però il nostro visitatore, al quale abbiamo comunicato i risultati della ricerca, ha insistito per sapere se i suoi 100 euro sono stati spesi bene.
Abbiamo così avuto modo di appurare che un crocifisso praticamente identico, salvo l’inclinazione delle braccia, è stato proposto su Ebay come manufatto del XVII secolo a 110 euro [Figura 6 e 6bis].

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Figure 6 e 6bis. Crocifisso, bronzo, altezza cm. 11, XVII secolo (fonte Ebay).

NOTE

[1] Ad esempio, la forma cava sul retro trova riscontro nei crocifissi di Limoges della metà del XIII secolo (Paola Giusti-Leone de Castris, a cura di, Medioevo e produzione artistica di serie: smalti di Limoges e avori gotici in Campania, catalogo mostra Napoli ottobre 1981-aprile 1982, centro Di, Firenze 1981).

Settembre 2023

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