Ercole Lelli e l’invenzione della bambola gonfiabile

della Redazione di Antiqua

Guardando alla stupefacente Eva del museo di palazzo Poggi a Bologna [Figure 1 e 1 bis], chiunque sarebbe tentato di identificare in Ercole Lelli (Bologna, 14 settembre 1702 – Bologna, 7 marzo 1766) l’inventore della bambola gonfiabile.

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Figura 1. Ercole Lelli (e aiuti), Adamo ed Eva, sculture in cera e polimateriche, Bologna, Museo di Palazzo Poggi.

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Figura 1 bis. Ercole Lelli (e aiuti), Eva (part.), Bologna, Museo di Palazzo Poggi.

Dietro questo nome si nasconde un personaggio poco conosciuto, ma dall’ingegno multiforme, che esordisce come armaiolo costruttore di archibugi [Figura 2], per poi affermarsi come pittore (di soggetti storici e religiosi), incisore, medaglista e scultore, ma soprattutto studioso di anatomia.

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Figura 2. Ercole Lelli, fucile, Gardone Valtrompia (Bs), Museo delle armi.

Nel 1732 crea una statuetta anatomica che ottiene un enorme successo al punto da essere riprodotta in numerose versioni in gesso; una copia in bronzo della stessa viene regalata dall’Accademia Clementina di belle arti (che aveva sede in palazzo Poggi dal 1711) all’Accademia di San Pietroburgo.
Nel 1733-34 realizza la sua opera più nota: gli “spellati” o “scortici”, due statue maschili in legno per il teatro anatomico dell’Archiginnasio di Bologna, ancora in situ [Figura 3], in sostituzione di quelle in cedro, irrimediabilmente tarlate, eseguite da Antonio Levanti nel 1649.
Le due figure fanno immediatamente pensare all’impressionante san Bartolomeo di Marco d’Agrate (1505 ca. – 1574 ca.) in Duomo a Milano [Figura 4]; pare inoltre che per la versione definitiva in legno, preceduta da modelli in cera e altri materiali, sia intervenuto l’intagliatore Silvestro Giannotti.

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Figura 3. Ercole Lelli (e aiuti), Gli spellati, sculture lignee, Bologna, Archiginnasio, teatro anatomico.

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Figura 4. Marco d’Agrate, San Bartolomeo, scultura in marmo, Milano, Duomo.

La fama ormai raggiunta fa ottenere a Ercole Lelli, nello stesso 1735, la nomina di maestro dei conii presso la Zecca di Bologna; a quest’ambito si riferisce la realizzazione, nel 1736, di uno scudo d’oro di Clemente XII, cui farà seguito, nel 1742, una medaglia dedicata a Benedetto XIV.
Nello stesso 1742, Lelli viene ammesso all’Accademia Clementina e subito incaricato di eseguire otto statue anatomiche in cera a grandezza naturale – due nudi (Adamo ed Eva, vedi ancora Figura 1) e sei scorticati – per la “Camera della Notomia” dell’Istituto delle Scienze (ospitato nello stesso palazzo). Per realizzare l’opera, egli si serve dell’operato di vari scultori tra i quali Filippo Scudellari e Angelo Gabriello Piò, celebri scultori in terracotta e ceroplasti.
Nel campo della scultura vera e propria si segnala il ritratto in bronzo dello scienziato bolognese Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730), commissionatogli nel 1747 (completato firmato e datato dai fratelli Ottavio e Nicola Toselli solo nel 1766) per l’Istituto delle Scienze. Presso il museo Davia Bargellini, che vanta la più importante raccolta esistente di scultura barocca bolognese, si trova una terracotta di Lelli [Figura 5], un nudo maschile disteso (Ercole?), acquisita solo nel 1998 (cfr. Incontri & arrivi n. 5. Nuove acquisizioni dei Musei Civici d’Arte Antica, 1998); infatti, non compare nel catalogo Museo Davia Bargellini del 1987 edito dal Comune di Bologna.

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Figura 5. Ercole Lelli, Nudo maschile, scultura in terracotta, Bologna, Museo Davia Bargellini

Questa scultura reca alla base la scritta “Lelli Ercole da Bologna fece l’anno 1709”, sulla quale si è molto discusso, soprattutto sulla data, incompatibile con la nascita di Lelli avvenuta nel 1702.
Nel 1752 Ercole Lelli persegue il progetto di dotare l’Accademia Clementina di una gipsoteca riproducente le più famose sculture romane che si concretizza nel 1755 e nel 1756, a conferma del suo eclettismo, segue il restauro della celebre statua di Nettuno del Giambologna in piazza Maggiore.
Negli ultimi anni della sua vita, Lelli, si dedica quasi completamente all’insegnamento dell’anatomia artistica e alla redazione di un manuale di anatomia, pubblicato postumo a Bologna presso Cattani e Nerozzi, con il titolo Anatomia esterna del corpo umano per usi de’ pittori e scultori, delineata ed incisa da Ercole Lelli con la denotazione delle parti tratta dà manoscritti del medesimo, un’opera di importanza fondamentale per gli studi accademici dell’epoca.

Note di carattere toponomastico (tutti gli indirizzi si riferiscono a Bologna)
Nel 1802 l’Accademia di Belle Arti, nota come Clementina, è stata trasferita in un ex collegio gesuitico nell’attuale via Delle Arti.
L’Archiginnasio è in piazza Galvani 1.
Il museo di palazzo Poggi è in via Zamboni 33
Il museo Davia Bargellini è in Strada Maggiore 44

Gran parte delle notizie pubblicate sono desunte dalla voce «LELLI (Lellj), Ercole» compilata da S. Falabella per il Dizionario Biografico degli Italiani, Roma: Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Vol. LXIX, 2005 (Leggi).

 

Prima pubblicazione: Antiqua.mi, luglio 2010

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