Il diario di Edith di Patricia Highsmith e l’antiquariato Pennsylvania Dutch

della Redazione di Antiqua

Edith, la protagonista di uno dei romanzi più famosi di Patricia Highsmith, si trova a doversi trasferire da New York a Brunswick Corner in Pennsylvania; siamo nel 1955.
Durante una gita in macchina per esplorare la Pennsylvania, la famiglia giugne a “Lancaster, nel cuore del paese degli Amish” dove, “in un vecchio e polveroso negozio di antiquariato sul bordo della strada”, Edith acquista “mezza dozzina di piatti da dessert in vetro verde pallido, stile olandese della Pennsylvania” e anche un cassettone dipinto a mano “beige, dipinto a delicati fiori bianchi e azzurri” (nota 1).
La definizione “stile olandese della Pennsylvania” ci ha incuriosito e indotto ad approfondire l’argomento.
Non abbiamo potuto verificare il testo originale in lingua inglese della Highsmith, ma pensiamo che il termine usato per definire lo stile fosse “dutch”, tradotto come “olandese” – per altro secondo un uso ormai invalso – benché la parola “dutch” non significhi “olandese”, in questo caso, ma derivi molto probabilmente dalla corruzione di “deitsch”, variante locale del tedesco moderno “deutsch”, che significa tedesco.
Infatti, la definizione di “Pennsylvania Dutch” (“olandese” della Pennsylvania) andrebbe più correttamente tradotta come “tedesco della Pennsylvania”, riferendosi ai discendenti di comunità germanofone europee emigrate negli Stati Uniti tra XVII e XVIII secolo per sfuggire al clima di intolleranza religiosa. Persone di varie credenze religiose, provenienti in prevalenza da Renania-Palatinato e Baden Wüttemberg, in misura minore da Alsazia e Svizzera, si trasferirono in vari stati americani, ma soprattutto in Pennsylvania dove si costituisce una forte comunità Amish (nota 2).
Gli Amish nascono come derivazione della chiesa anabattista mennonita e si sviluppano in piccole comunità, soprattutto in Svizzera e in Alsazia. Fatti oggetto di persecuzione da parte della Chiesa Protestante Tradizionale, iniziarono già dal 1700 a emigrare negli Stati Uniti, concentrandosi particolarmente proprio in Pennsylvania dove continuano a parlare una lingua simile al tedesco, definita “Pennsylvania Dutch” (nota 3).
Con lo stesso aggettivo si è soliti definire un artigianato molto particolare, sviluppatosi all’interno di queste comunità.
Non è stato possibile reperire nulla di simile al piatto “da dessert in vetro verde pallido” di cui parla la Highsmith, ma mostriamo, dello stesso colore, un piatto in legno appartenente a questo stile [Figura 1]

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Figura 1. Piatto in legno dipinto “Pennsylvania Dutch”, diametro cm. 34, Pennsylvania XX secolo, mercato antiquario (fonte etsy).

Il tipico artigianato “Pennsylvania Dutch” è però costituita da piatti in ceramica di gusto popolare come quelli qui sotto raffigurati [Figure 2 e 3].

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Figure 2 e 3. Piatti in ceramica “Pennsylvania Dutch”, Pennsylvania, rispettivamente anni ’40 e ’60 del XX secolo, mercato antiquario.

Si tratta, in molti casi, di oggetti realizzati il secolo scorso come souvenir perché le comunità Amish rappresenta un’attrazione turistica.
Abbiamo però reperito in rete anche alcuni piatti graffiti di impronta europea che crediamo possano esemplificare la produzione ceramica “Pennsylvania Dutch” originale [Figura 4].

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Figura 4. Piatto in ceramica graffita “Pennsylvania Dutch”, Pennsylvania 1791 (fonte Alamy).

Accanto alla produzione fittile, esiste una mobilia “Pennsylvania Dutch” per la quale sono stati editi alcuni lavori monografici [Figura 5, nota 3].

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Figura 5. Copertina di The Pennsylvania Dutch and their furniture di John Gerald Shea, 1986.

Anche in questo caso non siamo riusciti a trovare immagini di cassettoni dipinti e, in particolare, di un esemplare “beige, dipinto a delicati fiori bianchi e azzurri” che aveva attirato l’attenzione della protagonista del romanzo della Highsmith.
Infatti, nella produzione accreditata come “Pennsylvania Dutch” prevalgono nettamente i cassoni “matrimoniali”, per lo più destinati a contenere i corredi di nozze, del tipo di quelli qui di seguito illustrati [Figure 6 e 7].

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Figura 6. Cassone in legno dipinto “Pennsylvania Dutch”, Pennsylvania 1936 circa (fonte Alamy).

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Figura 7. Cassone in legno dipinto “Pennsylvania Dutch”, Pennsylvania 1939 circa (fonte Alamy).

Sebbene mobili dipinti di questo genere siano stati prodotti dalla cultura popolare un po’ ovunque, il riferimento alla loro matrice germanica è più evidente, come si può desumere dal confronto con alcuni antichi cassoni dipinti di provenienza tedesca [Figure 8 e 9, nota 4].

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Figura 8. cassone in legno dipinto, Germania (Baviera), 1685, Fludungen,Rönmuseum (J.M.Ritz 1962 p. 17 n. 16).

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Figura 9. cassone in legno dipinto, Germania (Baviera) 1779, Würzburg, Mainfrankisches Museum (J.M.Ritz 1962 p. 18 n. 19).

NOTE

[1] Il diario di Edith di Patricia Highsmith nell’edizione La Nave di Teseo del 2017 con la traduzione di Marisa Caramella (pp. 9 e 42).

[2] Vedi la voce Pennsylvania Dutch in Wikipedia [Leggi].

[3] Alcune sintetiche notizie (in inglese) sui mobili “Pennsylvania Dutch” si possono reperire sul sito furnityrestyles.netb [Leggi].

[4] I due cassoni sono pubblicati in Josef M. Ritz, Alte bemalte Bauermöbel (Vecchi mobili contadini dipinti), Georg D.W. Callwey, Monaco di Baviera, 1962. Altri esemplari in Edi Baccheschi, Mobili tedeschi, Görlich, Milano 1969.

Ottobre 2025

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