Il genio della bonifica di Pasquale Rizzoli (1871-1953)

di Bruno Ronzetti

Lo scultore Pasquale Rizzoli (Bologna 1871-1953) non è certo un’artista sconosciuto. Annoverato da Alfonzo Panzetta nel suo Nuovo dizionario degli scultori italiani dell’Ottocento e del primo Novecento (Adarte, Torino 2003, p. 780, ivi bibliografia), ha una sua voce in Wikipedia ed è citato in numerosi siti dedicati a Bologna, la sua città (nota 1).
Egli è soprattutto noto per la scultura monumentale, sia in marmo, sia in bronzo, quella destinata all’arredo urbano e la cosiddetta arte funeraria. Il monumento ai caduti del VII agosto 1848, che celebra la cacciata degli austriaci da Bologna, inaugurato nl 1903 nel parco della Montagnola a Bologna [Figura 1], è considerato la sua opera più celebre.

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Figura 1. Pasquale Rizzoli, VII agosto 1848, 1903, Bologna, parco della Montagnola.

Quasi del tutto ignota è la sua produzione di bronzetti, ossia di sculture seriali in bronzo di piccolo formato, per cui segnaliamo volentieri un’opera in collezione privata dopo essere transitata sul mercato antiquario nel 2000 [Figura 2].

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Figura 2. Pasquale Rizzoli, Il genio della bonifica, bronzo, bozzetto (?), altezza cm. 21, firmato P. Rizzoli, 1921, collezione privata.

In questo caso, tuttavia, potrebbe trattarsi non di un’opera destinata a essere prodotta in più esemplari, quanto piuttosto il bozzetto di un’opera altrettanto celebre di Rizzoli, nota come Genio della bonifica.
La statua in bronzo fu donata nel 1939 all’Opera Nazionale Combattenti dell’allora città di Littoria, oggi Latina, destinata a coronare una fontana collocata al centro della Piazza del Quadrato, primo nucleo del nuovo insediamento [Figura 3].

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Figura 3. Pasquale Rizzoli, Il genio della bonifica, bronzo, 1939, Latina.

Littoria era stata fondata nel 1932 nel cuore della bonifica dell’Agro Pontino voluta dal fascismo e popolata inizialmente da operai veneti ed emiliani che avevano partecipato ai lavori di risanamento delle paludi. Da qui, forse, l’idea di donare il monumento da parte del bolognese Rizzoli.
Alcune fonti (vedi ancora nota 1) riferiscono che la scultura era stata ideata attorno al 1920 per la tomba di Angelo Varni “… grande proprietario terriero e bonificatore degli arenili di Misano Adriatico [Rimini] alla fine dell’Ottocento”.
Di questa stessa scultura esiste un modello collocato all’interno di Palazzo Conoscenti in via Manzoni 6 dove si trovava lo studio dello scultore [Figura 4] (nota 2).

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Figura 4. Pasquale Rizzoli, Il genio della bonifica, marmo (?), 1920 circa, Bologna, Palazzo Conoscenti.

Poiché il bronzetto di Figura 2 reca la data del 1921, potrebbe trattarsi proprio di un bozzetto per il monumento funebre di Angelo Varni.
Certamente, la scultura in bronzo era già stata realizzata nel 1928. Ne parla la rivista Il Comune di Bologna del marzo 1928 (nota 3) in un breve articolo dedicato a due artisti Bolognesi, lo scultore Carlo Pini e, appunto, il Rizzoli, come: “… artistica opera in bronzo, esposta a Roma nella sede dell’Opera Naz. Combattenti …” [Figura 5].

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Figura 5. Il Comune di Bologna, marzo 1928, p. 41.

Se non possiamo dire che Pasquale Rizzoli abbia prodotto bronzetti di serie, sappiamo però che si è cimentato nella medaglistica.
Nel 1928, infatti, nello stabilimento Stefano Jonson di Milano, viene coniata una medaglia in oro, argento e bronzo da lui creata per celebrare la costruzione della Galleria sulla linea ferroviaria Bologna-Firenze. Sul recto si vede un operaio nudo, con elmetto, che manovra un martello pneumatico e si legge “PER ASPERA AD ASTRA, 23.12.2028 (VII), Rizzoli, S.J.”; sul verso si vede un fascio littorio alato con una targa recante la scritta “IMPRESA ANGIOLINI-BORINI-BETTANINI-(POZZI DI CA’ LANDRINO)-IMPRESA LUIGI GAIA (IMBOCCO SUD)” e si legge “DIRETTISSIMA BOLOGNA-FIRENZE GRANDE GALLERIA DELL’APPENNINO (ML 18.510)” [Figura 6].

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Figura 6. Pasquale Rizzoli, Medaglia commemorativa della Galleria sulla Bologna-Firenze, bronzo, mm. 28,7, Stabilimento Stefano Johnson, Milano 1928 (fonte: numismatica-italiana.lamoneta.it)

Da quanto precede, emerge un artista dedito in prevalenza alle committenze pubbliche e alla scultura cimiteriale, per cui è difficile trovare sue opere sul mercato.
Un’importante eccezione è costituita da una scultura in marmo, raffigurante un putto che con un gesto induce al silenzio, presente sul mercato antiquario statunitense e offerta per una cifra superiore ai 17.000 $ [Figura 7 e 7bis].

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Figura 7. Pasquale Rizzoli, “Putto che induce al silenzio”, marmo di Carrara, altezza cm. 57,15, firmato P. Rizzoli, fine XIX, mercato antiquario (Palm Beach, Florida).

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Figura 7bis. La firma di Pasquale Rizzoli sulla scultura in marmo di Figura 7.

Pensandoci bene, il soggetto potrebbe essere utilizzato in un monumento funebre, comunque la scheda pubblicata on line dall’antiquario americano non fornisce dati anagrafici su Rizzoli e definisce la scultura un’opera del XIX secolo “alla maniera” di Etienne Maurice Falconet (1716-1791).
Effettivamente, si tratta della “copia” di una celebre scultura, nota come L’Amour menaçant (amore minaccioso), commissionata a Falconet da Madame de Pompadour nel 1757 e attualmente al Museo del Louvre [Figura 8].

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Figura 8. Etienne Maurice Falconet, L’Amore minaccioso, marmo, altezza cm. 48, Parigi, Museo del Louvre.

Questo ci induce a collocare la replica di Rizzoli a una fase giovanile, antecedente la sua definitiva affermazione dall’inizio del Novecento in poi.

NOTE

[1] Si può consultare utilmente il sito storiaememoriadibologna.it [vedi] e, soprattutto per la bibliografia ivi citata, nonché per le notizie sulla scultura Il genio della bonifica di cui si tratta, il sito bibliotecacasabologna [vedi].

[2] Sempre secondo le fonti citate “Altre copie in cemento sono state collocate in alcuni giardini del bolognese”.

[3] Rivista mensile dell’amministrazione comunale fondata nel 1915 come strumento di informazione civica, le cui pubblicazioni sono state interrotte nel 1939 per poi riprendere dal 1948 fino al 1994 [vedi].

Gennaio 2024
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