Il miracolo di Soriano di Morlaiter e Piazzetta ai Gesuati di Venezia

di Guerrino Lovato alla Redazione con un’introduzione e una nota finale della Redazione di Antiqua

Introduzione
La chiesa di Santa Maria del Rosario a Venezia, meglio nota come chiesa dei Gesuati, ospita nella seconda cappella a destra una monumentale cornice di Giovanni Maria Morlaiter (1699-1781) che incornicia una piccola tela di Giambattista Piazzetta (1682-1754) raffigurante san Domenico [Figura 1].

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Figura 1. Giambattista Piazzetta (san Domenico, dipinto su tela, 1743) e Giovanni Maria Morlaiter (cornice scolpita in marmo, 1739), Miracolo di Soriano (qui identificato), Venezia, chiesa di Santa Maria del Rosario.

La cornice di Morlaiter viene sempre identificata come Gloria di angeli o titoli similari, ignorando che essa fa tutt’uno con il dipinto. Spetta a Guerrino Lovato, che lo spiega nelle righe che seguono, il merito di aver identificato l’intero complesso come Miracolo di Soriano in una comunicazione che ci ha indirizzato:

La capella del Miracolo di Soriano a Venenzia
“Una piccola tela è sorretta e scoperta da grandi angeli e piccoli cherubini che non le fanno semplicemente da cornice ma la glorificano e ce la spiegano, essendo protagonisti del miracoloso evento avvenuto a Soriano Calabro (Vv) nel 1530.
La Madonna in persona, accompagnata da vari angeli e santi, spiega e consegna a un monaco domenicano una tela, non dipinta da mano umana, con l’immagine di san Domenico.
Mai la Madonna si era prestata a questo servizio di propaganda devozionale, come una commessa di stoffe preziose.
L’immagine miracolosa diventa quindi una reliquia, un’icona, un oggetto specifico di culto dell’ordine domenicano, ma anche un ‘iconografia divulgata specialmente nella pittura su tela [Figure 2 e 3].

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Figura 2. Giovanni Francesco Barbieri detto Il Guercino, Miracolo di Soriano, olio su tela cm. 353 x 187, 1655, Bolzano, Chiesa dei domenicani (Dominikanerkirche).

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Figura 3. Pittore modenese, Miracolo di Soriano, olio su tela cm. 306 x 183, seconda metà del XVII secolo, Correggio, Museo Il Correggio.

Qui, ai Gesuati di Venezia, si crea la concretezza fisica del cielo sceso in terra con le magnifiche sculture del Morlaiter. Rendendo i sorrisi angelici, i delicati panneggi, le vibranti piume e i profumati gigli nel più virtuosistico dei modi, abbiamo il Miracolo di Soriano credibile a tutti gli affetti.
Le schiumose nuvole sono abitate da almeno dieci emozionanti cherubini che invadono tutta la scena dal basso all’alto dell’altare. L’angelo a destra indica la divina stella luminosa e, allo stesso tempo, scopre il velo che copriva il dipinto; l’altro angelo, a sinistra, trattiene le corde coi fiocchi che lo legavano. In basso, un impaziente angioletto seduto di schiena trattiene un mazzo di gigli e si appoggia a un grande libro aperto. La stella luminosa, il libro e il giglio sono simultaneamente dipinti, naturalmente a colori, nel vivo ritratto incedente del santo dipinto dal Piazzetta: simboli di sapienza, regola e purezza.
È artificialmente reso in virtuosistica scultura il Paradiso in terra entro una nera cornice architettonica, mentre bianca e dorata, sempre marmorea, è invece la cornice della piccola tela che nella sua pur vulnerabile e oscura materia rimane il vero e sacro talismano donato da Maria stessa ai domenicani.
I devoti fedeli venerano le sacre immagini come antiche icone bizantini ma qui è miracoloso il teatro architettonico e scultoreo, capace di rendere protagonista una piccola ma divina tela dipinta, che se invocata risana l’anima e il corpo. Ecco la cappella col Miracolo di Soriano, qui finalmente identificato”.

L’altare di Soriano
“L’immagine di san Domenico a Soriano è collocata all’interno di una cornice in bronzo realizzata nel 1958 dallo scultore Alessandro Monteleone (1897-1967) [Figura 4].

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Figura 4. Figura 1. San Domenico, dipinto su tela entro cornice in bronzo di Alessandro Monteleone (1958), Soriano Calabro (Vv), Santuario di San Domenico.

Sebbene in forma moderna e stilizzata, la cornice ripropone il tema degli angeli che svelano il dipinto. Anche in questo caso, la Madonna non è raffigurata, mentre lo svelamento qui avviene in presenza di alcuni santi dell’ordine domenicano”.

Negli ultimi decenni si sono succeduti i tentativi di identificare una mano “umana” che avesse dipinto il ritratto di san Domenico esposto a Soriano. Tra i tanti possibili autori, viene spesso indicato Paolo di Ciacio da Mileto (notizie nella seconda metà del XV secolo), allievo di Antonello da Messina (1430-1479) (cfr. Efrem Jindráček, San Domenico in Soriano nella predicazione domenicana, in Preaching and the Arts/Predicazione e Arte, a cura di Helen Alford, Communitas 2021, Roma 2022, p. 49 e ss., nota 9) [Leggi].
Sul tema del Miracolo di Soriano segnaliamo un interessante articolo sul blog di Michele Danieli [Leggi].

Luglio 2026

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