L’Orfeo di Ferdinando Tacca

di Luigi Athos Buttazzoni

Occupiamoci oggi di una fusione in bronzo a cera persa raffigurante Orfeo attribuibile a Ferdinando Tacca (Firenze 1619 – 1686) [Figura 1].

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Figura 1. Ferdinando Tacca, Orfeo, bronzo, cm 18,5 circa di altezza, misurata dalla sommità del capo alla piccola base in bronzo inclusa, su piedistallo in marmo di Carrara di cm 9,5 di altezza, collezione dell’autore. Opera in temporanea importazione.

L’opera proviene da un’asta di Sotheby’s tenutasi a Londra il 10 dicembre 1992 (lotto 91), pubblicato in copertina e sul retro del catalogo [Figura 2].

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Figura 2. Copertina del catalogo dell’asta Sotheby’s, Londra 10.12.1992.

Rappresenta un violinista con indumenti secenteschi e rivela una grande perizia nell’esecuzione dell’abbigliamento. La fusione in bronzo a patina bruna è molto accurata con riflessi ramati come spesso incontriamo nei bronzi fiorentini di Giambologna, del padre Pietro, di Antonio e Giovan Francesco Susini, Foggini e Soldani Benzi.
Può darsi che Ferdinando abbia tratto ispirazione dall’affascinante bronzetto di Bertoldo di Giovanni raffigurante Orfeo che suona un violino, lasciato non finito e conservato al Museo del Bargello [Figura 3].

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Figura 3. Bertoldo di Giovanni, Orfeo, bronzo, 1475-1480 circa, Firenze, Museo del Bargello.

Charles Avery, nel catalogo dei bronzetti del museo Lia di La Spezia, attribuisce ad Antonio Susini (attivo a Firenze tra 1580 e 1624), allievo di Giambologna, una Madonna e San Giovanni in bronzo molto vicini a Orfeo (Avery 1998, pp. 127-130, nn. 77-78) [Figura 4]. Le figure dolenti ai piedi di un crocifisso andato perduto hanno lo sguardo rivolto verso l’alto.

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Figura 4. Antonio Susini, Madonna e San Giovanni, da un modello attribuito a Giambologna bronzo, cm. 28 circa, 1600 circa, La Spezia Museo Lia.

Ferdinando ne riprende il contrapposto manierista e le pieghe asciutte del panneggio della cappa, arricchendolo sontuosamente, e imitando anche la postura del braccio e della manica destri.
Il Ruggiero del Louvre [Figura 5], da Angelica con l’anello magico si cela a Ruggiero – dato per certo a Ferdinando Tacca e presente a Firenze alla mostra curata da Eike D. Schmidt e Sandro Bellesi – è molto simile a Orfeo come postura, indumenti, lineamenti del volto, capigliatura e braccio destro, anche se di dimensioni assai maggiori (Schmidt-Bellesi 2019, pp. 160-161 n. 11). La scheda di Sotheby’s, oltre a indicare Ferdinando come autore, riportava già il confronto con Ruggiero.  

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Figura 5. Ferdinando Tacca, Ruggiero, particolare da Angelica con l’anello magico si cela a Ruggiero, bronzo, cm. 43, 150-1660, Parigi, Museo del Louvre.

Ferdinando seppe quindi fare tesoro della maniera dei grandi artisti fiorentini che lo avevano preceduto, ritoccandola con stilemi barocchi contemporanei. Il bronzetto fu richiesto nel 2010 da Alexander Kader, già Senior Director, Co-Worldwide Head of Department, Old Master Sculpture & Works of Art di Sotheby’s Londra e ora art advisor di scultura barocca, per una mostra su Pietro e Ferdinando Tacca che avrebbe dovuto tenersi a Londra nel 2015 e credo mai realizzata.

Bibliografia citata
-Charles Avery, Sculture – bronzetti, placchette, medaglie, catalogo Museo Lia di La Spezia, Milano 1998.
-Eike D. Schmidt, Sandro Bellesi, catalogo mostra: Plasmato Dal Fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli Ultimi Medici, Livorno 2019.

Dicembre 2025

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