Mario Maserati e la decorazione murale: gli affreschi della chiesa di san Calogero a Medassino

di Roberto Bergaglio

Durante gli anni Trenta del secolo scorso si accese un ampio dibattito sui rapporti fra architettura e arti figurative. L’imponente mole di edifici pubblici costruiti nell’intera penisola consentì di riproporre la pittura nella sua funzione decorativa e monumentale, funzione in realtà mai venuta meno a partire dall’antichità.

I teorici di questa rinascita della decorazione murale comprendente affreschi, vetrate, mosaici e sculture, furono principalmente Corrado Cagli con il suo scritto Muri ai pittori (1933) e Mario Sironi che redige un vero e proprio manifesto della pittura murale nello stesso anno.

In questo ambito si inseriscono le numerose opere di Mario Maserati (Voghera,1890-Novi Ligure, 1981), il solo dei fratelli Maserati a non occuparsi di motori.
Gli studi presso l’Accademia di Brera, i rapporti con compagni di corso e i contatti con Alberto Salietti, Anselmo Bucci, Guido Tallone, Achille Funi gli consentirono di avvicinare le nuove tendenze artistiche che facevano di Milano, all’inizio del Novecento, uno dei più importanti centri della ricerca artistica in Europa.
Mario Maserati si distinse in varie manifestazioni a carattere nazionale, fra cui le esposizioni alla Permanente di Milano e alle Promotrici di Torino, caratterizzandosi come pittore di figura umana. Contemporaneamente, approfondì la conoscenza delle tecniche della ceramica, del mosaico, della scultura e dell’affresco.
Si distinse così tanto in quest’ultima disciplina che nel 1938 gli venne affidato l’incarico di eseguire due grandi affreschi dell’altezza di quattro metri, rappresentanti San Gregorio Magno e l’Addolorata, sull’altare della chiesa dell’Istituto anatomo patologico del Nuovo Ospedale Maggiore di Milano a Niguarda. Alla decorazione del grande complesso, realizzato tra il 1932 e il 1939 su progetto dell’architetto Giulio Ulisse Arata, furono chiamati via via pittori e scultori quali Aldo Carpi, Mario Sironi, Arturo Martini, Anselmo Bucci, Alberto Salietti.
In precedenza, tra il 1934 e 1935, Maserati si era dedicato alla decorazione pittorica della chiesa di san Calogero di Medassino, non lontano da Voghera in provincia di Pavia, oggetto di questo studio.
Dopo aver eseguito ad affresco decorazioni architettoniche passò a decorare tutto l’interno della chiesa, dalle volte agli archi, ai sott’archi delle tre navate, all’abside, alle pareti e alla volta del presbiterio [Figure 1, 2 e 3].

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Figure 1, 2 e 3. Mario Maserati, affreschi, Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

Gli affreschi rappresentano: L’Istituzione e la Glorificazione dell’Eucarestia [Figura 4], L’Eterno Benedicente [Figura 5], Adorazione in Eterno [Figura 6), La Preghiera nell’orto [Figura 7], Il Trionfo della Croce [Figura 8], I quattro Evangelisti [Figure 9, 10, 11, 12].

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Figura 4. Mario Maserati, L’Istituzione e la Glorificazione dell’Eucarestia, affresco, Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

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Figura 5. Mario Maserati, L’Eterno Benedicente, affresco, Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

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Figura 6. Mario Maserati, Adorazione in Eterno, affresco, Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

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Figura 7. Mario Maserati, La Preghiera nell’orto, affresco, Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

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Figura 8. Mario Maserati, Il Trionfo della Croce, affresco, Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

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Figura 9. Mario Maserati, San Giovanni, affresco, Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

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Figura 10. Mario Maserati, San Luca, affresco, Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

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Figura 11. Mario Maserati, San Marco, affresco Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

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Figura 12. Mario Maserati, San Matteo, affresco Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

Realizza inoltre la pala collocata al centro dell’abside, rappresentante un giovane santo guerriero martire a cavallo, San Calogero [Figura 13] a cui è dedicata la chiesa.

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Figura 12. Mario Maserati, San Calogero, affresco Medassino (Pv), chiesa di san Calogero.

Per quanto riguarda le decorazioni possiamo sottolineare lo stile delicato delle simmetrie con motivi geometrici sempre nuovi e diversi, festoni e ghirlande di fiori e di frutti di ascendenza rinascimentale, rivisitati secondo modelli tra Liberty e Deco.
Le figure sono caratterizzate da finezza e accuratezza di esecuzione, derivanti da un disegno nitido e da un cromatismo luminoso, accentuato dal contrasto tra gli azzurri intensi e l’oro sapientemente utilizzato.
Possiamo rilevare senz’altro un diretto riferimento alla lezione dei Quattrocentisti italiani, reinterpretati da Maserati facendo proprie le ricerche e le esperienze dei pittori Preraffaelliti e Nazareni.
Maserati trova una felice sintesi tra il purismo e la spiritualità dei Nazareni e la decoratività atemporale dei Preraffaelliti.
Il rinnovamento della pittura sacra e dell’interpretazione dei temi biblici operato da questi due importanti movimenti artistici si ritrova anche nella pala di San Calogero che si distingue però per una maggiore libertà interpretativa rispetto alle figure degli affreschi in linea, comunque, con l’iconografia della tradizione.
Qui Maserati ci fornisce una prova di alto livello della sua adesione ai canoni del Novecento: monumentalità, sintesi, geometrie di diretta derivazione metafisica.
Gli affreschi di Medassino, che sono stati recentemente oggetto di un restauro conservativo, nel loro complesso impianto, sono stati realizzati grazie a un approfondito e accurato lavoro preliminare come testimoniano i numerosi disegni preparatori, bozzetti a tempera e studi ad olio conservati in una collezione privata.

Luglio 2023

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