Mobile lombardo neoclassico: ampliamento del catalogo della “Bottega Maroni”

di Manuela S. Carbone e Andrea Bardelli

In una precedente occasione, abbiamo cercato di dimostrare come i mobili attribuito alle cosiddette botteghe dell’anforetta e delle cornucopie uscissero da un’unica bottega (nota 1).
Come preannunciato, il passo successivo è verificare se questa produzione si può ricondurre a una bottega unica e, in particolare a quella della famiglia Maroni.
All’identificazione di questa famiglia di ebanisti hanno contribuito in modo decisivo le ricerche di Giuseppe Beretti con la scoperta che un suo membro, Giovanni Battista, si celava sotto la sigla G.B.M. (nota 2).
Il capostipite, Carlo Giuseppe, padre di Giovanni Battista “G.B.M.”, è l’autore di un tavolo firmato “Giuseppe Maroni 1790 Milano” [Figura 1].

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Figura 1. Carlo Giuseppe Maroni, tavolo, 1790, già mercato antiquario.

Proprio da questo tavolo firmato è partita la ricerca finalizzata a dare una paternità a interi corpi di mobili anonimi.
Il decoro ai lati del primo cassetto del tavolo firmato da Giuseppe Maroni (riquadro verde) è uguale a quello di un cassettone facente parte di un sottogruppo denominato “medaglioni e pendoni” associato alla bottega dell’anforetta [Figura 2], dove, sopra il medaglione, compaiono anche gli stessi “pendoni” e lo stesso nastro svolazzante (cerchio celeste) [Figure 1a e 2a].

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Figura 3. Cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, mercato antiquario.

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Figura 1a. Particolare del tavolo di Figura 1.

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Figura 2a. Particolare del cassettone di Figura 2.

Inoltre, il decoro della gamba del tavolo “Maroni” trova confronti in un comodino passato in asta da Boetto nel 2010, altro esemplare del sottogruppo “medaglioni e pendoni” [Figura 3], come pure in un tavolino già sul mercato antiquario che, come si desume anche dal decoro del primo cassetto, è ascrivibile direttamente alla bottega dell’anforetta [Figura 4].

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Figura 3. Comodino neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, Boetto febbraio 2010 n. 29.

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Figura 4. Tavolino neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, mercato antiquario.

Infine, il terminale della gamba – ma non solo – è direttamente confrontabile con quello di un tavolo appartenete allo stesso sottogruppo “medaglioni e pendoni”, proposto in asta, sempre da Boetto, ma nel 2008 [Figura 5].

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Figura 5. Tavolo neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, Boetto settembre 2008 n. 364.

Le possibilità di fare confronti si amplia enormemente prendendo in considerazione la produzione di Giovanni Battista Maroni, alias G.B.M., decisamente più significativa in termini numerici tra esemplari firmati ed esemplari attribuibili in modo plausibile.
Il decoro al centro del primo cassetto – i celebri grifoni che caratterizzano la produzione più immediatamente riconoscibile di G.B.M. [Figura 6] – sono ripresi in un cassettone classificato nell’ambito della bottega delle cornucopie per una serie di elementi (decoro del primo cassetto a parte) che lo accomunano ad altri esemplari di questa “bottega”; esso è transitato sul mercato antiquario con l’azzeccata definizione di “vicino a GBM” [Figura 7].

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Figura 6. G.B.M., cassettone neoclassico intarsiato, firmato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, Semenzato febbraio 1989 n. 90.

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Figura 7. Cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, mercato antiquario.

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Figura 6a. Particolare del cassettone di Figura 6.

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Figura 7a. Particolare del cassettone di Figura 7.

I due mobili appena vista presentano alcune differenze – come il cassetto che chiude “a filo” nell’esemplare di Figura 6 e “a battuta” nell’esemplare di Figura 7 – e un certo divario di qualità a beneficio del primo, tuttavia è difficile sostenere che entrambe non provengano dallo stesso ambito. Probabilmente, il primo è stato eseguito dal capo bottega che lo firma, il secondo da qualche pur bravo lavorante.
Anche alcuni dettagli apparentemente trascurabili possono avere la loro importanza come il decoro ai lati del primo cassetto. È il caso di un cassettone appartenente alla bottega delle cornucopie [Figura 8] che riprende proprio questo particolare dal cassettone che abbiamo già mostrato nella Figura 6 [Figure 8a e 6b].

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Figura 8. Cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, Finarte maggio 1997 n. 726.

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Figura 8a. Particolare del cassettone di Figura 8.

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Figura 6a. Particolare del cassettone di Figura 6.

Proseguendo nei confronti, un comodino già esaminato nell’articolo precedente (nota 3) – facente parte del sottogruppo “draghetti” associato alla bottega dell’anforetta – mostra stessa lesena, stessa mazzetta e stessa mensolina che troviamo in un cassettone attribuito a G.B.M., nonché, sull’anta, lo stesso medaglione riscontrabile al centro del piano nel cassettone [Figure 9 e 10].

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Figura 9. Particolare di un comodino neoclassico intarsiato, Lombardia fine del XVIII secolo, Finarte 26 marzo 1991 n. 278.

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Figura 10. G.B.M. (attr.), cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, Il Ponte 26 ottobre 2016 n. 543.

In qualche caso, i mobili delle botteghe anforetta e cornucopie si possono mettere in relazione con mobili collocati della cosiddetta “bottega spartiti e strumenti musicali” (nota 4) che ora siamo propensi a considerare, a tutti gli effetti, un sottogruppo della bottega di G.B.M.
Ad esempio, il secretaire pubblicato da Giorgio Wannenes nel 1984, classificato nel sottogruppo “draghetti” associato alla bottega dell’anforetta – a dispetto del decoro del primo cassetto dove compaiono delle cornucopie [Figura 11, nota 5] – ha sulle ante gli stessi medaglioni che troviamo in un secretaire collocato nel sottogruppo “spartiti e strumenti musicali” per il peculiare decoro delle lesene e per la forma della mensolina di raccordo delle gambe [Figura 12, nota 5].

Sebbene questa lesena e questo tipo di mensolina siano inusuali nella produzione di G.B.M. in senso stretto, le caratteristiche decorative generali del secretaire di Figura 12 ne fanno un vero e proprio anello di congiunzione.

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Figura 11. Secretaire neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo.

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Figura 12. Secretaire neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo.

Evidenziamo la stessa mensolina, caratteristica del sottogruppo “spartiti e strumenti musicali” in un cassettone appartenente al sottogruppo “vasetti e pendoni fioriti” associato alla bottega delle cornucopie [Figura 13].

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Figura 13. Cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, mercato antiquario.

Allo stesso sottogruppo appartiene un cassettone [Figura 14] le cui lesene sono del tutto simile a quelle di un cassettone passato in asta da Cambi nel 2022, facente parte cosiddetta “Bottega delle faretre”, che riteniamo anch’essa di poter associare, come sottogruppo, direttamente a G.B.M. [Figura 15].

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Figura 14. Cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, mercato antiquario.

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Figura 15. Cassettone neoclassico intarsiato, Lombardia, XVIII-XIX secolo, Cambi 6 aprile 2022 n. 525, ivi attribuito a Giovanni Battista Maroni (G.B.M.).

Quest’ultimo cassettone è probabilmente gemello di quello pubblicato da Valentino Brosio nel 1962 e da noi riproposto nell’articolo di cui alla nota 4 (ivi Figura 5). Si noti il medaglione al centro della fronte, tipico dei mobili identificabili come G.B.M. (vedi ancora Figura 6), come quello che decora l’anta del secretaire di Figura 12, per rimarcare che non ci sono più dubbi circa la possibilità di collocare le “botteghe” spartiti e strumenti musicali e faretre nell’ambito della produzione di G.B.M.

Conclusione
Possiamo a questo punto affermare che i mobili della bottega dell’anforetta e della bottega delle cornucopie, nonché i sottogruppi ad esse associati rientrano nell’ambito della produzione della famiglia Maroni. Dalle ricerche svolte da Beretti e Alessandro Wegher (vedi ancora articolo citato nella nota 2) risulta che Carlo Giuseppe Maroni dovrebbe essere nato attorno al 1730, il figlio Giovanni Battista Maroni (G.B.M.) è nato nel 1750 e morto nel 1816 e il figlio di quest’ultimo, Giovani Battista junior, anch’egli ricordato come ebanista, è morto nel 1848. Poiché il tavolo di Carlo Giuseppe (Figura 1) è datato 1790, è probabile che quest’ultimo e G.B.M. abbiano lavorato negli stessi anni, forse condividendo la bottega, passata poi nell’Ottocento a Giovanni Battista junior.
Se i mobili del sottogruppo “medaglioni e pendoni” associato alla bottega dell’anforetta (Figure 2, 3 e 5) si possono avvicinare alla produzione di Carlo Giuseppe, per altro testimoniata dal solo tavolo del 1790, non siamo attualmente in grado di distribuire gli altri esemplari delle botteghe anforetta e cornucopie e dei restanti, relativi sottogruppi nel periodo di G.B.M. o nel successivo.

NOTE

[1] Si rimanda all’articolo Mobile lombardo neoclassico: le cosiddette botteghe dell’anforetta e delle cornucopie sono la stessa bottega? (luglio 2025) [Leggi].

[2] Rimandiamo all’articolo Importanti novità su G.B.M. ebanista milanese del Settecento (gennaio 2019) [Leggi] che dava conto della scoperta. L’articolo di Beretti, già disponibile in rete, non risulta oggi più reperibile. Su G.B.M. i riferimenti nell’Archivio di Antiqua sono così numerosi da non poter essere segnalati qui in dettaglio.

[3] Vedi articolo citato nella nota 1, ivi Figura 21.

[4] Rimandiamo all’articolo Secretaire neoclassici lombardi intarsiati con spartiti e strumenti musicali e loro associati (gennaio 2021) [Leggi].

[4] Il mobile è pubblicato in G. Wannenes, Mobili italiani del Settecento, Leonardo, Milano 1990, p. 149.

[5] Il mobile è pubblicato in AAVV, Civiltà del legno, mobili delle collezioni di Palazzo Bianco e del Museo degli ospedali di San Martino), Sagep, Genova 1985, p. 68 n. 68.

Novembre 2025

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