Placchetta in bronzo con Giudizio di Paride “incompleto”

dalla Redazione di Antiqua

Nella placchetta appartenente alla collezione di un nostro affezionato lettore vediamo due donne, due matrone romane o due dee, che confabulano tra loro dando le spalle a un uomo che, dall’abbigliamento, si desume essere un pastore [Figura 1].

giudizio-di-paride-placchetta-bronzo-xix-xx-secolo
giudizio-di-paride-placchetta-bronzo-xix-xx-secolo

Figura 1. Il giudizio di Paride (?), bronzo cm. 9 x 10, XIX-XX secolo, collezione privata.

Viene immediatamente da pensare a Paride, senonché nella scena del famoso “giudizio” le dee coinvolte sono tre.
Inoltre, lo sviluppo più classico della scena – esemplato sul modello di Raffaello noto attraverso l’incisione di Marcantonio Raimondi (1480-1534), essendo andato perduto il disegno originale (1514-1518) – prevede Paride seduto nell’atto di consegnare a Venere il “pomo della discordia” che la proclama vincitrice di questo concorso di bellezza ante litteram [Figura 2].

marcantonio-raimondi-raffaello-giudizio-di-paride-1513-1515-incisione-firenze-galleria-degli-uffizi-gabinetto-dei-disegni-e-delle-stampe

Figura 2. Marcantonio Raimondi (da Raffaello), Il giudizio di Paride, 1513-1515, incisione, cm. 29,5 x 44,3, Firenze, Galleria degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, inv. 346 st.sc.

Ne dà una diversa interpretazione Luca Giordano (1634-1705) nella tela del 1680 conservata nei Musei Civici di Vicenza in cui un Paride particolarmente aitante è in piedi, ma le dee a cui si rivolge sono tre e tutte lo stanno più o meno guardando [Figura 3].

luca-giordano-giudizio-di-paride-1680-olio-su-tela-vicenza-musei-civici

Figura 3. Luca Giordano, Il giudizio di Paride, 1680, olio su tela, cm. 181 x 234,5, Vicenza, Musei Civici, inv. A 321.

Nelle nostre ricerche, ci siamo imbattuti in un dipinto proposto dalla casa d’aste francese Carvajal, come Trois grâces, un courtisan et un putto (Tre grazie, un cortigiano e un putto) [Figura 4].

giudizio-di-paride-scuola-italiana-xvii-secolo

Figura 4. Il giudizio di Paride, scuola italiana del XVII secolo, olio su tavola, cm. 36 x 30, Carvajal, asta non identificata.

Rimandiamo al commento esilarante che ne fa lo storico dell’arte Michele Danieli nel suo blog che raccomandiamo vivamente [Leggi].
Ai nostri fini interessa notare che in quello che viene giustamente identificato da Danieli come un Giudizio di Paride le due dee sconfitte si allontanano dando le spalle a Paride come nella nostra placchetta dove però manca la figura di Venere.
Poiché ci è stato segnalato che è la parte sinistra ad essere stata rifilata, non possiamo immaginare che il progetto originale della placchetta contemplasse un Venere sulla destra anche perché Paride, volgendo lo sguardo dalla parte opposta, la ignorerebbe.
Sembra che i tre personaggi della placchetta non costituiscano una scena riconoscibile, ma siano stati disposti in modo casuale solo per evocare una generica “scena dall’antico”, così come spesso alcune scene non decifrabili vengono frettolosamente definite “soggetto mitologico”.
La composizione richiama, soprattutto con riferimento al personaggio femminile a destra nella placchetta, un bassorilievo in marmo che rappresenta Ermes, Euridice e Orfeo, copia romana di età augustea, da originale greco del V secolo a.C. attribuibile all’allievo di Fidia, Alkamenes, conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che qui vediamo in una copia in gesso conservata presso la Royal Academy di Londra [Figura 5].

hermes-euridice-orfeo-gesso-xviii-secolo-londra-royal-academy

Figura 5. Hermes, Euridice, Orfeo, gesso cm. 128 x 102, XVIII secolo, Londra, Royal Academy, inv. 03-1447.

Per quanto riguarda l’epoca, la mancanza di esemplari simili in letteratura fa pensare a una produzione tarda otto-novecentesca, confermata da alcuni dettagli tecnici come evidenti segni di limature sul retro. Sulla fronte si riscontra una “granulatura” dello sfondo, riscontrabile in alcuni esemplari ottocenteschi, nonché una serie di tratti incrociati irregolarmente che potrebbero essere l’equivalente del tratteggio fatto nelle incisioni come riempitivo o per dare profondità alle immagini a rilievo.

Ringraziamo il prof. Alessandro Ubertazzi per averci fornito il suo parere sull’epoca della placchetta.

Marzo 2026

© Riproduzione riservata

Post-Scriptum [2.3.2016] Riceviamo e volentieri pubblichiamo una diversa interpretazione della placchetta che condividiamo. Ci viene fornita da Guerrino Lovato, storico dell’arte, iconografo e scultore, il quale ritiene che il personaggio maschile non sia da identificare come pastore/Paride, bensì come un viaggiatore; lo dimostrano i suoi attributi: bastone, cappello a larghe falde e borraccia. Le due figure femminili non sarebbero dee, ma dame vestite all’antica alle quali il viaggiatore rivolge la sua attenzione. La scena rappresentata non è quindi un Giudizio di Paride “incompleto” – e nemmeno un soggetto inventato – ma un incontro o idillio in Arcadia.