Un secretaire neoclassico lombardo firmato Salvatore Lioni

della Redazione di Antiqua

In un’asta Pandolfini dell’ottobre 2020 è stato presentato un secretaire neoclassico lombardo caratterizzato da scene di rovine romane sulla facciata esterna dell’asse ribaltabile e sui fianchi [Figura 1]. Il mobile aperto mostra uno “scarabattolo” con una suddivisione, tipicamente lombarda, tra vano centrale, tiretti laterali e schedario superiore [Figura 2].

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Figure 1 e 2. Secretaire neoclassico intarsiato, Lombardia, Pandolfini ottobre 2020 n. 64.

Detto secretaire era già noto per essere passato in asta da Algranti nel giugno 1985 (lotto n. 758) con una provenienza dal castello di Giove in provincia di Terni e una possibile attribuzione a Giovanni Maffezzoli, oggi ritenuta priva di fondamento.
Una serie di confronti ha portato, in un primo momento, ad avvicinare il secretaire a una bottega che gli studi più recenti riferiscono all’ambito genovese sebbene soggetta ad influssi lombardi, possibilmente cremonesi (nota 1).
In particolare, la lesena trova riscontro in quella di un cassettone pubblicato da Paolo Manazza e Gianfranco Civardi nel 1988 [Figura 3, nota 2].

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Figura 3. Cassettone neoclassico intarsiato, XVIII-XIX secolo (pubblicato in P. Manazza- G. Civardi, Di che stile è?, De Vecchi, Milano 1988, p. 102).

Inoltre, il secretaire in esame presenta una fascia di base “a giunco intrecciato” – ossia decorata con elementi concatenati a fondo chiaro – molto simile a quella di un secretaire passato sul mercato antiquario, anch’esso collocabile nella cosiddetta bottega “tra Milano e Genova” [Figura 4].

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Figure 4. Secretaire neoclassico intarsiato, XVIII-XIX secolo, mercato antiquario.

Per contro, il decoro del primo cassetto con putti che sostengono pendoni fioriti compare in un cassettone passato in asta presso Meeting Art nell’aprile 2014 come mobile della fine del XVIII secolo [Figura 5].

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Figura 5. Cassettone neoclassico intarsiato, XVIII-XIX secolo (?), Meeting Art 27.4.2024 n. 82.

Quest’ultimo cassettone, a sua volta, ha una lesena del tutto simile a quella di un cassettone proposto in asta da Della Rocca nel 1991 [Figura 6], appartenente a un’altra famiglia di mobili, più precisamente a un sottogruppo classificato “vasetto tra cornucopie e racemi fogliati” associato a una bottega più vasta denominata convenzionalmente Bottega dell’anforetta (nota 3).

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Figura 6. Cassettone neoclassico intarsiato, XVIII-XIX secolo, Della Rocca maggio 1991 n. 58.

Alla stessa Bottega dell’anforetta, però a un sottogruppo denominato “medaglione tra cornucopie e racemi”, appartengono una coppia di cassettoni e un comodino [Figura 7] battuti da Meeting Art nel 2013 che presentano la stessa scena intarsiata al centro della fronte del cassettone di cui alla Figura 5.

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Figura 7. Comodino neoclassico intarsiato, XVIII-XIX secolo, Meeting Art aprile 2013 n. 825.

La stessa scena compare anche al centro della fronte di un cassettone attribuito all’ancora ignoto ebanista che si firma FB [Figura 8, nota 4].

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Figura 8. Cassettone neoclassico intarsiato, XVIII-XIX secolo, Il Ponte settembre 1996 n.335.

Come abbiamo avuto modo di verificare studiando il mobile neoclassico, una caratteristica delle cosiddette produzioni “in stile” è la presa in prestito e l’assemblaggio di elementi decorativi tratti da mobili di botteghe diverse tra loro (nota 5).
Poiché è questa la condizione che si verifica esattamente per il secretaire di Figura 1, si è posta la necessità di considerare la questione dell’epoca della sua realizzazione.
Solo recentemente, grazie alla cortesia di Simone Guarracino, restauratore specializzato nel mobile neoclassico, il quale ha avuto il secretaire presso la sua bottega, siamo entrati in possesso di preziose immagini e informazioni.
Il secretaire è stato realizzato con tecniche incompatibili con l’ebanisteria settecentesca, come si desume dallo schienale smussato sui quattro lati e inserito in una fresatura all’interno del telaio di contorno (cosiddetto “canaletto”) [Figura 9] e da altri particolari.

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Figura 9. Schienale del secretaire di Figura 1.

Ancora più importante è stato il reperimento di una scritta – la cui grafia non pare particolarmente antica – che recita: “Lioni Salvatore ebanista Lago di Como Campo” [Figura 10].

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Figura 10. Scritta all’interno del secretaire di Figura 1.

Sull’ebanista Salvatore Lioni non è stato possibile acquisire informazioni. Il cognome Lioni è, del resto, piuttosto raro con alcune presenze in area veneta; potrebbe essere una variante del diffusissimo cognome Leoni oppure del cognome Luoni che è tipico del varesotto, del milanese e del comasco. Nella scritta si legge chiaramente “Lago di Como Campo”; quest’ultimo potrebbe riferirsi alla località Campo di Lenno nel comune di Tremezzina (Co).
Da tutto quanto precede, tendiamo ad escludere che il secretaire di Figura 1 sia da inquadrare nell’ambito della produzione neoclassica originale che si sviluppa tra la fine del XVIII secolo e i primi decenni di quello successivo.
Ancora prima di essere entrati in possesso dell’eloquente immagine dello schienale, alcune caratteristiche come la configurazione dello scarabattolo e una certa esuberanza decorativa, lontana dalla misura neoclassica in senso stretto, unita al carattere prettamente “ottocentesco” del secretaire come tipologia, avevano già fatto pensare a un mobile eseguito in una fase più avanzata del XIX secolo, ossia in epoca Restaurazione.
Restava il dubbio se si trattasse del frutto molto tardo di una bottega già attiva tra XVIII ed XIX secolo che protrae la sua attività in pieno Ottocento, oppure di un mobile in stile “tout court” come l’eclettismo decorativo sopra denunciato lasciava supporre.
Verso la prima ipotesi, quella di un mobile eseguito durante la Restaurazione, sembra indirizzare una ribalta apparsa sul mercato antiquario, classificata come mobile Impero [Figura 11].

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Figura 11. Salvatore Lioni (qui attribuito), cassettone a ribalta neoclassico intarsiato, mercato antiquario.

La ribalta risponde ai criteri stilistici della Restaurazione (1815-1830 circa), ossia linee Impero ammorbidite e rilevante presenza dell’intarsio chiaro su fondo più scuro.
Questo mobile può essere messo in relazione diretta con il secretaire in esame per alcuni dettagli, come il decoro dei cassetti più grandi che, sebbene diverso, risponde alla stessa concezione [Figure 1bis e 11bis].

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Figura 11bis. Particolare del cassettone a ribalta di Figura 11.

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Figura 1bis. Particolare del secretaire di Figura 1.

Ancora più determinante è il confronto tra le due fasce di base “a giunco intrecciato” eseguite in modo pressoché identico (nota 6).
Stabilito che secretaire e ribalta sono presumibilmente usciti entrambi dalla bottega di Salvatore Lioni, alcune immagini di struttura relative a quest’ultima gettano nuova luce sulla determinazione dell’epoca. Infatti, guardando lo schienale [Figura 12], notiamo, relativamente alla parte inferiore, una costruzione a telaio con sostegno centrale in cui sono inseriti i fondi che si suppone di spessore piuttosto ridotto. Questo modo di realizzare lo schienale è tipico della fase finale dell’Ottocento che si protrae anche nel Novecento È proprio il ridotto spessore del fondo – reso possibile dalle nuove tecniche di taglio finalizzate al risparmio di materiale – a determinare la necessità di interrompere la sua estensione dividendolo in due parti, connesse poi a un montante centrale.

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Figura 12. Schienale del cassettone e ribalta di Figura 11.

Conclusione
A questo punto, decade l’ipotesi che secretaire e ribalta siano stati prodotti entro i primi tre decenni dell’Ottocento e tantomeno prima. Si tratterebbe, invece, di due mobili – rispettivamente in stile neoclassico lombardo e in stile Restaurazione – realizzati da un ebanista attivo nel comasco che si firma Salvatore Lioni tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
Stupisce che di questo ebanista, cronologicamente abbastanza vicino a noi, non vi siano tracce. Confidiamo in qualche rivelazione che confermi, smentisca o rettifichi quanto qui sostenuto.

NOTE

[1] Si veda l’articolo Ancora sui mobili neoclassici intarsiati tra Genova e Milano … o Cremona (dicembre 2023) [Leggi] e ai precedenti ivi richiamati.

[2] Questo mobile ed altri ad esso simili sono stati recentemente ricondotto alla bottega dibattuta tra Milano e Genova di cui alla nota 1 dopo essere stato inserito nell’ambito della cosiddetta Bottega dell’anforetta; in proposito, vedi Mobili lombardi attribuiti ai Ravelli. Parte seconda ovvero La “Bottega dell’anforetta” (aprile 2021) [Leggi].

[3] Alla Bottega dell’anforetta e alla sua correlazione con la cosiddetta Bottega delle cornucopie è stato dedicato di recente l’articolo Mobile lombardo neoclassico: le cosiddette botteghe dell’anforetta e delle cornucopie sono la stessa bottega? (luglio 2025) al quale si rimanda [Leggi].

[4] Sul monogrammista FB si rimanda all’articolo Cassettone neoclassico attribuito al monogrammista FB (novembre 2018) [Leggi]. Nello specifico, il cassettone di cui sopra (Figura 8) è stato inserito nel corpus di FB per il particolare decoro del primo cassetto, sebbene alti dettagli potrebbero indurci ad estrapolarlo e collocarlo in altri ambiti. Le ricerche sono ancora in corso.

[5] Non è stato possibile esaminare dal vero il cassettone di Figura 5 e nemmeno disporre di un adeguato corredo fotografico al fine di escludere che possa non aver rappresentato un modello, ma essere uscito esso stesso dalla bottega di Lioni. Possiamo solo constatare che il decoro del primo cassetto con la sequenza di putti e festoni non ha finora riscontri negli esemplari antichi noti.

[6] Possiamo aggiungere che il decoro del primo cassetto della ribalta è piuttosto simile a quello del primo cassetto di un cassettone, proveniente dal mercato antiquario [Figura A], appartenente alla bottega “tra Milano e Genova” (di cui alla nota 1) che, come visto sopra, rappresenta la maggior referente per il secretaire di Lioni.

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Figura A. Cassettone neoclassico intarsiato, XVIII-XIX secolo, mercato antiquario.

Bibliografia citata
P. Manazza- G. Civardi, Di che stile è?, De Vecchi, Milano 1988, p. 102.

Ringraziamo Pietro Grigioni per la collaborazione nell’identificare la località Campo sul Lago di Como e Simone Guarracino, restauratore a Milano, per i dettagli forniti sul secretaire in esame.

Saremmo grati a chiunque ci saprà dare notizie sull’ebanista Salvatore Luoni o su una bottega/fabbrica di mobili in località Campo sul Lago di Como.

Agosto 2025

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